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C'era una volta un professore... In evidenza

"C'era una volta un professore..."


"Un professore? Non mi piace questa storia."
"Aspetta, non era mica un professore come gli altri, no, lui era speciale, come posso dire... era come un amico, un fratello, un genitore, per ognuno dei suoi studenti, ci teneva davvero a noi, così come teneva a ciò che insegnava, quanti consigli ci ha dato e, Dio solo sa, quanto sia difficile dare consigli a degli adolescenti, quanto sia difficile farsi ascoltare senza aver bisogno di alzar mai la voce."
"Non si arrabbiava mai?"
"Diciamo che restava deluso, lui credeva nelle capacità e nelle qualità dei ragazzi che si trovava di fronte, anche quando faceva solo supplenza, lasciava il segno, ci credeva, sapeva le responsabilità di un professore e le sue parole, da Kant alla battuta in dialetto, erano un modo per formarci, voleva che imparassimo a pensare con la nostra testa, voleva che ognuno di noi capisse il proprio valore e che lo mettesse a disposizione del proprio io e di tutti, quindi sì, a volte era deluso, perchè pensava di non farcela a trasmettere, a trasmettersi, io credo che invece ci sia riuscito, con tutti."
"Che bello, ma com'era? Me lo immagino alto, giovane e coi capelli ricci, come i prof dei film."
"Quasi, era alto e coi capelli ricci, era proprio un capellone, infatti aveva sempre i capelli legati, poi sì era giovane, non come quelli dei film però, diciamo che era un giovane con tante esperienze da raccontare, tanti interessi, quanto faceva ridere poi, sapeva sempre quando era il momento di scherzare e sapeva farlo, oltre a saper insegnare, oltre a sapere cosa insegnava, poi aveva la passione, una cosa che spesso manca, creava dei legami con ogni alunno di ogni classe, perchè come noi dovevamo capire ciò che ci spiegava, lui cercava di capire noi.
Poi era un padre, un marito, un collega, uno sportivo... un eroe, reale però, senza poteri se non quello di riuscire a lasciare un po' di sè in chi ha avuto il piacere di conoscerlo, se non quello di aver sempre la forza di andare avanti col sorriso, anche quando fare un sorriso risulta davvero difficile, era una persona a cui voler bene."
"Voglio anch'io un professore così."
"Ma ce l'hai, ha unito generazioni, quando entri nella vita di qualcuno in un certo modo, non ne esci più, passi da una storia all'altra, anche quando il libro è chiuso e la luce è spenta, continui a scorrere."

Sono contento di averlo potuto salutare un'ultima volta, negli occhi stanchi ho visto qualcosa, era contento, orgoglioso. Beh prof, anche se le vite cambiano, ci dividono, c'è una cosa che dovresti sapere, siamo tutti orgogliosi di te, spero che tu abbia trovato almeno una risposta alle tante domande che ti ponevi. Ci mancherai.

C'era un volta un professore,
il suo nome è Salvatore Monaco,
perchè c'era, ma c'è ancora.

Ultima modifica ilGiovedì, 30 Giugno 2016 14:47
Gabriele Palumbo

"Non sono quasi mai serio, e sono sempre troppo serio. Troppo profondo, troppo superficiale. Troppo sensibile, troppo freddo di cuore. Io sono come un insieme di paradossi." — Ferdinand de Saussure

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