Non c'è pericolo: intervista al cantautore Samuel Vampo

Ciao Samuel, presentati ai lettori di Grottaglie24.

Ciao a tutti, mi chiamo Samuel Vampo e ho 26 anni. Coltivo il sogno della musica da circa 12 anni tra studi di chitarra, pianoforte e canto. Mi definisco un cantautore, eclettico e versatile, amo l'arte in ogni sua sfumatura e d'altra parte non poteva essere altrimenti visto che sono un grottagliese doc.

Ogni musicista si lega alla sua passione in modo diverso. Raccontaci il tuo rapporto con la musica.

Dicono, che nella vita di una persona, sia importante essere felici ed è proprio nel concetto di felicità che io colloco la musica. Quando scrivo nuove canzoni oppure quando imbraccio la mia chitarra o mi siedo davanti al pianoforte, mi sento libero da tutto, come se non esistesse altro in quel momento. La musica mi ha salvato, e continua a farlo, dai mostri che, ogni giorno, riempiono le nostre giornate.

Sei un cantautore. La decisione di scrivere canzoni (ma non solo) spesso scaturisce da esperienze personali. Quali sono, o quali sono stati, i motivi particolari che ti hanno ispirato?

La voglia di voler esprimere il mondo con parole proprie per un cantautore è come respirare, è una cosa naturale e non sai da dove viene. Non so precisamente perchè ho iniziato a scrivere canzoni ma so per certo che mi faceva stare bene. Pensavo ʺse devo parlare d'amore, o dedicare una canzone ad un amico, se devo parlare della vita piuttosto che della guerra o altro ancora, perchè affidarmi ad altre canzoni? Tanto vale che le faccio su misura per me".

Ti aspettavi che le tue canzoni potessero diventare un disco? Come è nato il progetto?

Nell'ottobre del 2013 è iniziato il progetto "Non c'è pericolo" avevo un bel pò di brani in repertorio e proposi le mie idee al produttore artistico Tonio Parisi, titolare del TwentySix Studio. A lui piacquero molto le miei idee e allora decidemmo di scegliere 10 brani e di registrarli. Mettemmo in piedi una bella squadra, fatta di professionisti e gente seria, da Davide Ciura alla chitarra solista, a Roberto Miale al basso passando da Mattia Brancone per la batteria e le percussioni a Rodolfo Mannara per chitarre e arrangiamenti, oltre a prestigiose collaborazioni come i maestri Fabio Lanese e Salvatore Russo. Il lavoro è durato quasi due anni e a breve, finalmente, assaporeremo i suoi frutti!

Su youtube c'è già un primo singolo, "Non c'è pericolo", canzone che da anche il titolo all'album, come mai questo nome?

Rappresento una generazione sottovalutata, composta da ragazzi pieni di grandi capacità ma col freno a mano tirato. La società odierna ci costringe a correre controvento e ci sentiamo stanchi oltre che impauriti dall'assenza quasi totale di prospettive per il nostro futuro. Ho voluto dare questo titolo, Non c'è pericolo, proprio perchè voglio sia una sorta di slogan che possa rappresentare tutti quei ragazzi impavidi nei confronti della vita, pieni di voglia di fare, coraggiosi e audaci. Un coraggio, però, figlio di valori sani, d'altra parte il futuro siamo noi!

Che cosa provi nel pensare alle tue canzoni, al tuo disco e a te su un palco?

L'11 settembre uscirà l'album e per me sarà un'emozione grandissima. Ho sempre sognato di poter realizzare un album e adesso finalmente ci sono riuscito. Spero che le mie canzoni possano arrivare a chi vorrà ascoltarle, possano, in qualche modo, restare impresse o semplicemente fare compagnia. Quando le canto su un palco e vedo gente intonarle insieme a me, mi fa capire che forse qualcosa di buono sono riuscito a farla.

Che cosa provi invece nel pensare al panorama musicale italiano attuale, cosa ne pensi?

Il panorama musicale italiano rispecchia quello della società in cui viviamo. Troppi personaggi e pochi artisti veri, troppa estetica e poca sostanza. Mi lascia ben sperare il ʺsottobosco musicale italiano" quello lontano da grosse produzioni e dal dio denaro; forse è da li che bisogna ripartire, forse è li che la bella canzone all'italiana può rinascere. I classici ci hanno insegnato la bellezza, non perdiamola di vista. Siamo italiani!

Se volessi incuriosire qualcuno per spingerlo ad ascoltarti, cosa diresti?

Direi che nelle mie canzoni è facile ritrovarsi perchè parlano di storie vissute, parlano di vita, di speranze, parlano di noi. Mi piace pensare che ascoltare i miei brani sia un po' come guardarsi allo specchio e fare i conti con quello che siamo stati, siamo e saremo. È una bella sfida...ma non c'è pericolo!

Hai altri interessi oltre la musica?

Si, oltre alla passione per la musica coltivo quella dello sport che mi aiuta a scaricarmi dopo una giornata passata tra lavoro e spartiti!

Cosa sogni per il tuo futuro? Che progetti hai?

Mi auguro di poter condividere con quanta più gente possibile la mia musica, mi auguro di poter vivere di musica un giorno. Nel frattempo preparo altri inediti, mentre prendono forma altri progetti importanti che mi porteranno, ahimè, ancora lontano da Grottaglie. Continuo a sognare e spero di non fermarmi mai, o almeno quanto basta per non avere rimpianti!

P.S: volevo salutare tutti i lettori di Grottaglie 24, con la speranza di poterci vedere magari ad un mio concerto, e ringraziarti per la gentilezza e la professionalità.

Grazie a te per la bella intervista, buona fortuna per tutto!

Gabriele Palumbo

"Non sono quasi mai serio, e sono sempre troppo serio. Troppo profondo, troppo superficiale. Troppo sensibile, troppo freddo di cuore. Io sono come un insieme di paradossi." — Ferdinand de Saussure

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