Un secolo di mestieri in bici:domani apertura mostra permanente

Attraversare la storia di un paese, dal dopoguerra agli anni '60, al ritmo lento e cadenzato di una bicicletta. Farlo in un territorio che della mobilità sostenibile, specie in area rurale, grazie alla Green Road promossa dal GAL Colline Joniche, ne sta facendo un nuovo stargate per il futuro. 

A San Giorgio Jonico si inaugura domani 4 gennaio alle 17.00, in un padiglione della Scuola Elementare "Nesca", la "Mostra permanente dei mestieri in bicicletta", un originale racconto composto da 65 bici, attrezzate di tutto punto per gli uomini e le donne che con diversi lavori artigianali, professionali e persino di fede e servizio hanno fatto grande l'Italia negli anni che vanno dal secondo conflitto bellico a quelli della ricostruzione e della nascita della ottava potenza economica mondiale.

Partecipiamo con grande soddisfazione all'inaugurazione di questa mostra che ha tutto il potenziale per la trasformazione in un vero e proprio Museo dei mestieri in bicicletta – dice Antonio Prota, presidente del GAL Colline Joniche - frutto di una sinergia pubblico-privata in perfetta sintonia con le tematiche del progetto Green Road. Un'altra opera strategica, finanziata dal GAL, nel percorso di valorizzazione del nostro territorio e della sua memoria storica ricca di creatività e passione, una straordinaria passione condivisa con il Comune di San Giorgio, che ha coordinato e fatto proprio il lavoro di oltre 20 anni di ricerca su tutto il territorio nazionale dell'estimatore e curatore della Mostra, Pasquale Tripiedi.

Un contenitore, ma anche un potenziale attrattore turistico, per il modello che attraverso la Green Road riscopre l'anima rurale della provincia jonica.

E di anima green nei 65 pezzi in esposizione ce n'è tanta. Perché i lavori raccontati nella mostra permanente sono quasi gli antesignani della sfida eco-sostenibile promossa dall'Europa con Horizon 2020: un concentrato di creatività, ingegno a zero impatto ambientale.

Così accanto alla più comune bicicletta in uso all'arrotino, ci sono le bici che hanno attraversato l'Italia di quegli anni per far nascere i bambini (bici della levatrice), per portare la luce elettrica (bici del tecnico ENEL), per fare vestiti o rammendi (bici del sarto e della merceria ambulante), per fare ritratti (bici del fotografo) e persino per condurre un giovane operaio, con tanto di spiriti era e gamella, fino alle porte dell'Arsenale di Taranto.

Carmelo Antonazzo

Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.

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