Del Monaco: "Eventi estivi a Grottaglie, un passo avanti, due indietro"

"Il cartellone estivo degli eventi della estate grottagliese: un passo in avanti e due indietro. Poche idee, tanta buona volontà e quell'atavico vizio di non voler costruire una effettiva ed efficace strategia culturale di lungo respiro che poggi sulle effettive vocazioni del territorio."

È quanto dichiara tramite comunicato il Dott. Vincenzo Del Monaco, Consigliere Comunale rappresentante di Rinascita-Civica, Città Attiva.

"Siamo nel pieno della stagione estiva grottagliese. Il paese è un pullulare di iniziative ed eventi che si susseguono uno dietro l'altro senza soluzione di continuità. Sembrerebbe che non c'è proprio da annoiarsi nella Città delle Ceramiche. Vista da fuori, l'estate grottagliese è effettivamente da fare invidia! Non manca davvero nulla. Il nuovo festival musicale, la sagra delle polpette in musica, le orecchiette, il vino nei calici, il burraco sotto le stelle, i saggi di danza, le sfilate di moda e chi più ne ha più ne metta! I primi dubbi sorgono quando invece si parla dei pilastri storici della offerta culturale estiva grottagliese. La storica Mostra della Ceramica, ospitata nei locali del Castello Episcopio, arranca e di brutto. Le idee, i contenuti e la partecipazione degli artisti e dei visitatori non risponde pienamente alle aspettative, la sensazione di trovarsi di fronte ad un'evento culturale che invece di rimanere chiuso nelle mura dorate dell'episcopio castello, dovrebbe contaggiosamente diffondersi in tutte le botteghe dello storico ed unico al mondo "Quartiere delle Ceramiche" è forte e palese, ma nonostante tutto si decide di andare avanti così. Il Quartiere delle Ceramiche nel frattempo sembra essere il deserto dei tartari. Mentre infatti nelle dorate stanze e nei freschi giardini si consumano copiosamente note musicali e teatrali, a quei"pochi" turisti che coraggiosamente si affacciano nell'arco di tutta la giornata nel Quartiere per consumare "poche ore" da visitatori di passaggio (perchè è questa la specie dominante di turista a Grottaglie) fra le storiche botteghe artigianali, non è data la possibilità di godersi nemmeno un bicchiere d'acqua! No non è uno scherzo o una forzatura retorica, è la cinica ed amara realtà dei fatti. Da quando infatti ha chiuso l'unico bar e punto di ristoro del Quartiere delle Ceramiche, e stante l'attuale e non aggiornato strumento urbanistico che non consente altrove nel Quartiere l'apertura di locali commerciali dedicati alla somministrazione di bevande ed alimenti, i visitatori del Quartiere delle Ceramiche sono costretti a lunghi pellegrinaggi verso la Città Nuova o il Centro Storico per poter godere di un minimo di ristoro. E' una situazione a dir poco grottesca, ma che personalmente suscita anche dei sentimenti di rabbia. In una occasione, verbalmente e cortesemente, da operatore del settore nel Quartiere e da Consigliere Comunale di minoranza ho sollecitato l' Assessore Santoro a prendere in mano il problema e a risolverlo al più presto tramite anche l'autorizzazione alla realizzazione di punti di ristoro mobili temporanei per poter sopperire alla cronica mancanza di strutture di servizio fisse. Nulla! A tutto vanno aggiunti gli interminabili lavori di rifacimento delle condutture idriche e di relativo rifacimento del manto stradale a cui è stata sottoposta l'arteria principale di accesso al Quartiere, Via Crispi, guarda caso proprio durante il periodo pasquale e le festività del 25 Aprile e del 1° Maggio. Lavori che si sono lungamente protratti fino all'inizio del mese scorso e che sembrano non del tutto ancora terminati visto che mancano addirittura le strisce di mezzeria sull'asfalto. Possiamo definirla eufemisticamente cattiva programmazione? Al cittadino il semplice ed immediato giudizio. Va bene quindi che a Grottaglie si organizzi un Festival musicale estivo da parte di giovani volenterosi musicisti forestieri che aiutano certamente ad innalzare qualitativamente l'offerta culturale grottagliese, tale aspetto rappresenta un punto positivo per la nostra città, ma se nel frattempo ci si dimentica quale effettivamente sia la nostra identità territoriale, quali sono le nostre vocazioni produttive ed economiche, quali sono i nostri punti di forza e ci si trascina stancamente nel riproporre iniziative che non incidono effettivamente e concretamente nel nostro tessuto produttivo e culturale che ha bisogno di crescere, e tanto, tutto quello che si è fatto si dimostrerà essere solo uno sterile tentativo di rinnovamento culturale che va verso una direzione sbagliata e fuorviante, con l'aggravio della spesa di risorse economiche pubbliche ahimè sempre più' scarse. Ecco quindi che gli effetti di tali "distratte" politiche culturali assomigliano sempre più a quelle del passo del gambero, che fa un passo in avanti e due indietro, che hanno come unico effetto quello di abbassare ulteriormente il nostro già ampiamente penalizzato punto di partenza."

Gabriele Palumbo

"Non sono quasi mai serio, e sono sempre troppo serio. Troppo profondo, troppo superficiale. Troppo sensibile, troppo freddo di cuore. Io sono come un insieme di paradossi." — Ferdinand de Saussure

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