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Giovani per Manduria e "Il Maggio dei Libri"

Il Movimento Giovani per Manduria partecipa all'iniziativa nazionale "Il Maggio dei Libri" con due appuntamenti, all'interno della rassegna denominata "Manduria tra le righe", organizzata da Loredana Ingrosso.


Si comincia venerdì 30 alle 19.00, presso l'Orwell Literary Pub di piazza Commestibili, con le presentazioni di un romanzo e di una saga fantasy, moderate da Maria Pasanisi.
"Tu lo chiamavi vizio, io necessità" è il titolo della fatica letteraria di Maria Elena Tripaldi, giovanissima autrice manduriana. Nel romanzo, il flusso di coscienza della trentenne Eva, che metabolizza la fine di un amore, compiendo un viaggio dentro se stessa, fatto di ricordi che vengono fuori dalle foto, dalle pagine di diario, dai momenti più importanti della sua giovinezza.
Salvatore Luigi Baldari è invece l'autore di "L'alleanza" e "La ribellione", i due racconti della saga Basileus. Nei volumi, sullo sfondo di un'antica Grecia, tra personaggi epici e mitologici e scenari fiabeschi, si susseguono le peripezie dello spartano Daukos, protagonista di incalzanti battaglie e viaggi continui. Il relativismo delle certezze umane, la difficoltà di conciliare piacere e dovere, il labile confine tra il bene e il male, il conflitto interiore sono i motivi di fondo che rendono la saga avvincente.
Il 31 maggio, in Largo Campanile, alle 19.00, sarà invece Italo Montinaro l'anfitrione di Manduria, dall'orgoglio alla deferenza, reading letterario con le letture di Maria Rosaria Dinoi e Leonardo Stano. Protagonisti le immagini e i racconti sulla città messapica, dal I secolo a. C. ai giorni nostri, messi su carta da viaggiatori, studiosi, letterati, giornalisti, poeti.
Con queste iniziative di fine mese, Giovani per Manduria conferma la sua connotazione di movimento culturale, oltre che politico, ritenendo che le sue due anime possano trovare notevoli punti di convergenza proprio nella cultura, ambito di crescita sociale e possibile motore di sviluppo economico.

Gabriele Palumbo

"Non sono quasi mai serio, e sono sempre troppo serio. Troppo profondo, troppo superficiale. Troppo sensibile, troppo freddo di cuore. Io sono come un insieme di paradossi." — Ferdinand de Saussure

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