Grottaglie capitale dell'arte di strada

L'espressione street art comincia a stare un po' stretta a Grottaglie. Presa alla lettera, come "arte di strada", potrebbe essere anche esaustiva per spiegare le opere gigantesche che grazie al Fame festival ricoprono le facciate laterali delle abitazioni. Ma dopo la manifestazione organizzata dal laboratorio grafico Studiocromie, si può ben dire che qualcosa in città sia cambiato.


Per esempio per orientarsi tra le vie di Grottaglie, ora, più che le classiche vie, possono i murales di Blu o Erica il cane, le visioni di Sam3 e quelle di 108. "Sicuramente è così - ammette Angelo Milano, l'ideatore del Fame festival - I vecchi lavori ci sono quasi tutti, tranne quelli che sono andati via da soli".
Grottaglie non è solo la città delle ceramiche, non più. È una delle realtà della street art più interessanti del panorama nazionale, una galleria a cielo aperto: forse proprio perché non è una metropoli, ma un comune del Sud di qualche decina di migliaia di abitanti, ancora in grado di stupirsi. Gli attriti degli esordi del Fame sono lontani - perché, come dice Milano, "quando una cosa riceve consensi dall'esterno, soprattutto dall'estero, si autolegittima e diventa inattaccabile" - nessuno osa cancellare le opere, come successo invece nel 2008 all'irriverente gallo di Erica il cane. I nasi all'insù di Blu, che si trasformano in ciminiere, sono ancora lì a denunciare l'inquinamento dell'Ilva, come l'installazione di Jr contro la vicina discarica.
Tenendo fede alla filosofia della street art, a Grottaglie si continua a dipingere sui muri senza autorizzazione, se non quella dei proprietari degli immobili.
Un'impresa ardua ma divertente quella di trovare tutte le opere sparse in città, tra le vie del quartiere delle ceramiche, del paese vecchio, murales che ricoprono intere facciate di case situate in centro così come in periferia. Diventa per tutti anche un modo per conoscere meglio il luogo in cui si vive e riscoprirlo sotto una luce diversa.

Abbiamo cercato di scovarli tutti e raccoglierli nella galleria presente in fondo all'articolo.

Ultima modifica ilMartedì, 27 Maggio 2014 12:35
Gabriele Palumbo

"Non sono quasi mai serio, e sono sempre troppo serio. Troppo profondo, troppo superficiale. Troppo sensibile, troppo freddo di cuore. Io sono come un insieme di paradossi." — Ferdinand de Saussure

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