L'Ass. Reg. al Bilancio Di Gioia assieme all'Anci e Upi scrivono al MEF In evidenza

Anci Puglia, UPI e Regione, hanno inviato una nota congiunta al MEF in cui hanno chiesto formalmente un provvedimento normativo per la Puglia, che consenta la cessione diretta degli spazi finanziari disponili dallo Stato a comuni e province pugliesi.
Anci Puglia sta preparando un apposito emendamento per uno dei decreti legge in corso di prossima conversione, che sarà presentato dal presidente sen. Perrone, su cui potrebbe convergere anche il sostegno dei parlamentari pugliesi.
La proposta della compensazione verticale diretta tra Stato ed enti locali pugliesi ha già raccolto il consenso ed il sostegno della Commissione Finanza locale di ANCI Nazionale, del coordinatore dei presidente ANCI regionali Alessandro Cosimi e dell'Ifel (Istituto Finanza ed Economia Locale).
Riportiamo di seguito il testo della nota inviata al MEF:
 
"Bari, 28 giugno 2013 
 
Al Sig. Ministro dell’Economia e delle Finanze
Al Sig. Ministro per gli Affari regionali
 
Le vigenti regole che governano il riparto tra le regioni a statuto ordinario della complessiva dotazione degli spazi di spesa disponibili ai fini del patto di stabilità interno penalizzano in modo grave la regione Puglia e non consentono alla regione medesima l’attivazione del patto di stabilità interno verticale incentivato per l’anno 2013. Tale stato di fatto è stato più volte oggetto di condivisione con Upi ed Anci Puglia, da ultimo nella riunione del 21 giugno u.s. (si allega il verbale della riunione). Si rimarca come la Regione negli anni precedenti, prima tra le regioni meridionali, in presenza di diversi presupposti normativi abbia attivato il patto di stabilità regionalizzato sia nella forma verticale che orizzontale.
Allo scopo di non disperdere gli spazi finanziari riferibili agli enti locali della Puglia ai sensi dell’articolo 1-bis del decreto legge 8 aprile 2013, convertito con modificazioni con legge 6 giugno 2013, n. 64 ma che non possono, per i motivi di cui sopra, essere assegnati dalla Regione Puglia, si chiede che siano adottati gli opportuni provvedimenti, anche normativi, che sanino la precitata sperequazione e che assegnino, in via diretta, agli enti locali della Puglia gli spazi finanziari in argomento.
Regione Puglia - Di Gioia
Upi Puglia - Schittulli
Anci Puglia - Perrone

La Regione  avrebbe dovuto provvedere alla cessione ai Comuni della quota del proprio ‘obiettivo di Patto di stabilità’, consentendo ai sindaci lo sblocco di pagamenti in conto capitale verso le imprese creditrici. Non lo ha fatto e ora dovrà assumersi tutte le responsabilità per questa discutibilissima scelta. Così facendo, però, i Comuni perderanno la possibilità di arginare gli effetti negativi del Patto e non potranno immettere liquidità a favore delle imprese e di soggetti che vantano crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione, oltre che poter ridurre lo stock dei residui passivi fin qui accumulati. Ma non solo. Queste risorse – parliamo di 72.550.284 euro di spazi finanziari cedibili ai comuni pugliesi – rischiano di essere trasferite ad altre Regioni proprio per il mancato riparto effettuato dalla Regione Puglia. "Una vera e propria beffa per i sindaci pugliesi - sottolinea Perrone - che stanno cercando in tutti i modi di riuscire a garantire servizi efficienti alle comamministrate nonostante le ridotte risorse disponibili”.
Insomma, l’Anci chiede che le risorse erogate dal Governo centrale non utilizzate per l’inerzia della Regione vengano comunque distribuite ai comuni pugliesi. L’adozione di questo provvedimento consentirebbe infatti di sbloccare la capacità di spesa dei comuni pugliesi e, per quelli fra i 1.000 e i 5.000 abitanti, addirittura annulla i vincoli del Patto di stabilità. L’emendamento di Anci è stato già inviato alle Commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera, dove è all’esame il decreto legge 69 “del fare”.

Michela Danucci
componente regionale  SCELTA CIVICA
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Ultima modifica ilGiovedì, 18 Luglio 2013 17:01
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