Gli abitanti del Centro Storico ignorati dal Sindaco In evidenza

 

Domenica 7 ottobre, hannoa vuto inizio le assemblee di quartiere, promosse da Sud in Movimento,  esempio di democrazia partecipata.
Sud in Movimento ritorna nei quartieri per mantenere fede alla promessa fatta ai cittadini durante la campagna elettorale e cioè quella di portare la loro voce all’interno del consiglio comunale.
 
Durante l’incontro sono state presentate le interrogazioni scritte al Sindaco e le sole due risposte ricevute dallo stesso.
 
In un affollato Largo D’Alessandro, gli abitanti del quartiere non hanno esitato a manifestare il loro malcontento verso l’operato del Sindaco e della sua giunta, dai quali pretendono risposte e soluzioni alle interrogazioni presentate più di un anno fa da Ciro D’Alò per Sud in Movimento.
Con amarezza si scopre che i singoli cittadini segnalano continuamente i loro disagi alle istituzioni, ma molto spesso le loro richieste restano inascoltate oppure ignorate.
È inaccettabile che non si ascoltino quei cittadini che con grande senso civico contribuiscono ad indicare in maniera capillare tutte le situazioni su cui intervenire per una migliore gestione del territorio.
La gente è stanca e pretende delle risposte dal Sindaco in persona.
 
L’assemblea di quartiere in via D’Alessandro pretende a voce alta che il Sindaco, si presenti in strada a rendersi conto delle condizioni di igiene e disagio che quotidianamente devono subire gli abitanti del centro storico.
Gli abitanti della città vecchia cercheranno, con una raccolta di firme  e con l’appoggio di Sud in Movimento, di portare  il Sindaco, domenica 21 0ttobre, tra le n’chiosce del centro storico per spiegargli i forti disagi  che condizionano la loro vita.
 
Questa è stata la decisione dell’assemblea maturata durante l’incontro.
 
Il Sindaco e la sua traballante maggioranza devono uscire dalle stanze chiuse di partito, dove attualmente stanno trattando, barattando e spartendo poltrone da riscaldare; in strada c’è gente che ha bisogno di parlare ed essere considerata come cittadini con pieni diritti e non solo come popolo da spremere di tasse e da accarezzare durante la campagna elettorale.
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