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Donatelli e l'idea della zona franca: "Una concreta occasione di sviluppo, anche in ottica europea" In evidenza

 

"Sono passati circa due mesi da quando il movimento politico - culturale “Libera…Mente” ha lanciato l’idea progettuale dell'individuazione nel nostro territorio di una Zona Franca a tassazione sociale". Chi parla è il consigliere comunale del Pd, Francesco Donatelli, nonché componente del movimento in questione. "Tale proposta partiva dalla constatazione che le potenzialità del territorio sono vastissime. La presenza di due straordinarie infrastrutture logistiche come il porto di Taranto e l’aeroporto di Grottaglie da mettere a sistema e sviluppare la completa intermodalità trasportistica. L’area aeroportuale, da dotare di un piano di sviluppo di area vasta, per consentire l’insediamento dell’area cargo, dell’area passeggeri e dell’industria aeronautica. Le zone P.I.P. (Piani di Insediamento Produttivi) di cui sono dotati i tre Comuni adiacenti all’area aeroportuale, Grottaglie, Monteiasi e Carosino. Tutti e tre i Comuni, insieme ad altri otto, fanno parte del GAL “Colline Joniche” la cui attuazione del Piano di Sviluppo Locale (PSL) sta favorendo lo sviluppo rurale e la nascita di nuova imprenditoria giovanile e femminile, oltre a realizzare la diversificazione in attività non agricole. Il costruendo Centro Servizi per l’Agricoltura di Grottaglie.
L’appartenenza del territorio al Distretto Logistico Pugliese e al Distretto Aerospaziale Pugliese. La presenza in questo territorio dello stabilimento Alenia che, con l’innovazione della fibra di carbonio, costruisce parti della fusoliera del nuovo aereo Boeing 787.
Insomma, la zona franca d’eccellenza viene individuata per le potenzialità e le vocazioni presenti solo in questo territorio. Significa intanto la delimitazione, la infrastrutturazione e la gestione di un’area geografica a vocazione industriale innovativa (logistica e aerospazio), con la possibilità di accoglienza intersettoriale verso i servizi, il commercio e verso le altre filiere economiche (ruralità, turismo, tradizioni della cultura). Significa poi vantaggi fiscali e doganali per le imprese e le aziende localizzate, con i requisiti della modernità scientifica, della tecnologia impiantistica funzionale, della produzione ad alto valore aggiunto e a basso impatto ambientale. E non di meno, significa vantaggi contributivi per la nuova occupazione, a favore pure del miglioramento organizzativo nella competitività e nella concorrenzialità, da spendere sui mercati anche internazionali e globali. In altre parole, con la “zona franca d’eccellenza”, non si chiedono finanziamenti per nuovi insediamenti, ma una nuova politica industriale (con l’obiettivo di incentivare ed attrarre le piccole e medie imprese) basata sugli sgravi e sui vantaggi localizzativi generati da questo strumento.
Purtroppo, dopo un iniziale riscontro positivo da parte dei Sindaci dei tre Comuni direttamente interessati, sembra che gli stessi e altri soggetti politico-istituzionali non abbiano compreso l’attualità e la grande forza che la Zona Franca a tassazione sociale potrebbe incrementare in termini di sviluppo occupazionale nell’attuale contesto di gravissima crisi.
Eppure si registra con soddisfazione che qualcosa di simile, da autorevolissime fonti europee viene avanzato. Infatti, per favorire la crescita, la Cancelliera tedesca, Angela Merkel (che nei prossimi giorni si incontrerà a Roma con il Presidente della Repubblica francese, François Hollande, con il Primo Ministro spagnolo Mariano Rajoy e con il Presidente del Consiglio Italiano, Mario Monti) lancia l’idea della creazione di zone economiche speciali con incentivi fiscali e legislazioni più leggere per attirare gli investimenti. Ciò è la conferma che l’idea proposta a Grottaglie dal movimento politico-culturale “Libera…Mente”, è concretizzabile. Anzi, dobbiamo saper cogliere queste novità che saranno oggetto di approfondimento addirittura a Bruxelles, al Consiglio europeo di fine giugno.
L’auspicio, quindi, è quello che si prenda atto di una proposta ambiziosa ma concreta, che viene dal basso, della quale si chiede un serio approfondimento da parte delle istituzioni, dei partiti e delle organizzazioni imprenditoriali e sindacali con l’obiettivo di aprire un percorso che veda coinvolti tutti i livelli istituzionali comunale, provinciale, regionale, nazionale e comunitario per far sì che questo territorio sia pronto e preparato a recepire i prevedibili effetti di una nuova politica europea".
Ultima modifica ilMercoledì, 13 Giugno 2012 15:17
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