Movimento civico “Libera…Mente” di Grottaglie: "La questione bilancio”

I pensieri della politica corrono anche durante le ferie di agosto.
Si ascoltano le interviste e si leggono gli articoli sui giornali.

La novità di questi giorni è, per noi, ancora una volta la posizione inconsueta e sorprendente del Partito Democratico locale. È come se ci fossero due anime, al suo interno.

Un'anima prudente, che corregge nella forma qualche passaggio dei comunicati ufficiali, inserendoci i "se" e i "ma" più opportuni. E un'altra anima impulsiva, che freme per aprire al nuovo corso, dimenticare da subito il passato e scommettere adesso sul cambiamento, magari costruendolo insieme.

Questo bifrontismo ben si nota nell'ultima intervista del Segretario cittadino di quello stesso Partito. Eppure le sue parole sembrano nascere piuttosto dall'anima impulsiva. C'è nel suo dire un allineamento fatale e intrigante di concetti: disponibilità al confronto; tavolo aperto; niente pacchetti preconfezionati; niente personaggi autolegittimati o autoproclamati; niente riesumazioni di schemi antichi. Il futuro dei Partiti storici si gioca sui territori, con la prospettiva che probabilmente non saranno i movimenti civici a confluire nei partiti, ma viceversa.

Ebbene, siamo a un punto di prima interessante convergenza? Vogliamo finalmente costituire il Tavolo delle idee e delle Primarie, per ricongiungere la partitica alla politica? Guardiamo veramente al ricambio generazionale, per lanciare i giovani apprendisti? Abbiamo maturato la convinzione che per risolvere i grandi problemi occorrono le grandi strategie?

Tuttavia quel Tavolo non può ridursi a una banale riunione di condominio, condotta dal proprietario più forte per millesimi. Deve essere invece un consesso paritario, i cui partecipanti valgono ognuno un voto e vincono le visioni e le proposte migliori. In questa logica, chi ha pregiudizi negativi o ragiona per prigioni mentali o cerca propagandismi a basso costo non è invitato al Tavolo. Sarebbe un cattivo consigliere.

Comunque l'estate tanto rinfranca lo spirito quanto rende impertinenti. Al Comune di Grottaglie è il momento del Bilancio. Il tempo concesso è scaduto – salvo dilazioni post diffida prefettizia – e sul tema è piombato uno strano e profondo silenzio. All'esterno, per i non addetti ai lavori, ciò significa solo difficoltà, tante difficoltà.

Ricordiamo che l'approvazione del Bilancio preventivo è l'atto politico principale e fondamentale dell'Amministrazione comunale e, quando esso diventa un mero artifizio contabile e non si qualifica come un eccellente strumento politico, allora tutto è finito, perduto.

La ricerca della sopravvivenza per tirare al traguardo diventa, in tali frangenti, un danno assai grave per l'intera comunità.


Quindi? È proprio sicura l'attuale maggioranza consiliare di voler votare un simile documento? Non sarebbe l'ora di de-cidere? Decidere significa tagliare il ceduo, ossia ciò che, nel caso, sta per cadere da solo.

Carmelo Antonazzo

Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.

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