Decreto ILVA: la parola ai segretari CGIL e FIOM

Emanato da tempo il decreto che prevede l'intervento dello Stato su Taranto, sull'emergenza ambientale e produttiva prodotta dall'ILVA ma resta ancora molto confusa e lontana una possibile risoluzione.

"Siamo stati sempre strenui sostenitori di una idea di Stato che si assumesse l'impegno di agire in prima persona - dicono G. Massafra, Segretario Generale della CGIL (TA) e D. Stefanelli, Segretario Generale FIOm/CGIL (TA) - è una questione delicata, che ha da sempre imposto scelte difficili che non potevano essere risolte con leggerezza e soprattutto senza l'utilizzo di importanti risorse economiche, ma seppur ci si trovi di fronte ad una eventualità da noi da tempo auspicata, siamo altrettanto convinti che quel Decreto così com'è rischia di lasciare irrisolti alcuni dubbi di nodale importanza". 

I due segretari propongono e desiderano miglioramenti per questo decreto, così come vanno precisate e affinate alcune norme di contesto.

Vi è il bisogno di affrontare concretamente la questione della capacità produttiva dello stabilimento e dunque se da parte dello Stato non si affronta il tema su quale piano industriale si doterà la nuova Ilva, entrambe le organizzazioni a favori dei lavoratori, continueranno ad esprimere perplessità.

"Non vi è alcun riferimento alla new.co. - continuano i due segretari - alla tempistica riferibile alla sua costituzione e alla sua dotazione finanziaria, fattori, a nostro parere, fondamentali per la prospettiva dello stabilimento".

Altro tema delicatissimo è quello che si riferisce al processo di ambientalizzazione di cui mancano i riferimenti temporali per la realizzazione dei lavori AIA e per i lavori strutturali quali batterie, agglomerato, altiforni, parchi minerali.

Ancora da svolgere sono l'80% dei lavori ritenuti alquanto importanti e maggiormente impattanti con la salute e l'ambiente della comunità. E' necessario quindi, come dicono Massafra e Stefanelli, esplicitare i riferimenti temporali già contenuti nel precedente decreto, con cui veniva adottato il piano ambientale e sanitario.

Rimangono ancora irrisolte le perplessità circa il reperimento delle risorse per il risanamento e l'esercizio dello stabilimento di Taranto anche attraverso l'utilizzo delle somme sequestrate alla famiglia Riva, come ha già del resto rilevato il procuratore Greco in sede di audizione parlamentare.

Ancora nessuna garanzia per i crediti dei lavoratori e del sistema dell'appalto, anche di natura risarcitorie, ai quali non è stato fornito alcuno strumento di tutela come invece era già stato precedentemente previsto per le banche attraverso la prededucibilitá.

"Ultima questione - concludono i due segretari, in attesa di pronte risposte - riguarda il fatto che l'intervento dell'amministrazione straordinaria trasferirebbe tutte le competenze presso il tribunale di Milano. Una questione che travalica i tecnicismi per assurgere a ruolo di punto nevralgico dal forte valore simbolico per un territorio che deve rimanere centrale non solo nella passività delle azioni previste, ma anche nell'importante funzione di difendersi ed ottenere giustizia e ristoro". 

Ultima modifica ilSabato, 17 Gennaio 2015 17:55
Marialucia Magazzino

E' così difficile descrivere ciò che si sente quando si sente che si esiste veramente, e che l'anima è un'entità reale, che non so quali sono le parole umane con cui possa definirlo.

Fernando Pessoa

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