Giuseppe Russo: "No ai compromessi in politica, ma operare per il bene di tutti"

La struttura dei partiti in Italia orami da un po' di anni si sta man mano quasi sgretolando. Mentre in tempi passati esisteva una netta distinzione fra essi, soprattutto fra fazioni opposte connotate da ideologie e Questo perché è cambiato il rapporto fra il partito e l'elettore, un rapporto sempre meno stretto e diffusamente avvertito come lontano dalla realtà di tutti giorni o dovuto alle continue notizie che parlano di corruzione e malaffare che, da tangentopoli a oggi, hanno fatto sì che la politica fosse avvertita come guasta e non ci sono buoni o cattivi, sono tutti uguali e non cambierà mai niente.

Non di meno il consenso verso di essi è calato di molto. Inoltre, più che seguire la linea che il partito si è dato o comunque perseguire e difendere quei valori che si dice di voler difendere, certe volte si cade in contraddizione perché vige il potere di influenza dei sondaggi: ciò che ieri andava bene adesso fa perdere consenso ed è meglio cambiare idea prima di perderne altro, quasi come se fossimo in perenne campagna elettorale. Senza contare poi il così detto "zoccolo duro", oggi molto risicato; si combatte quindi a colpi di slogan non soffermandosi molto sui contenuti ma sull'immagine di se stessi curata nei minimi dettagli, finanche nel modo di parlare e gesticolare, tutto per accaparrarsi non determinate classi sociali ma un gruppo eterogeneo e trasversale, formato soprattutto da moderati e ancor più dagli indecisi, in grado di spostare l'ago della bilancia fino all'ultimo minuto durante le elezioni.

Un grande mezzo di comunicazione è la televisione, piena di talk show e arene politiche che coprono quasi interamente la settimana e le fasce orarie più importati nelle quali ci si "sfida" facendo spettacolo più che discutendo pacificamente gli argomenti dibattuti, ritornando sempre al discorso del consenso, diventando quasi dei personaggi che riportano sempre le stesse frasi ripetendole quasi come guardassero un copione, ripetendolo come un mantra.

Tutto ciò ha comportato un continuo logoramento e una sempre più evidente divisione, anche interna fra chi non si trova d'accordo col resto del gruppo o chi, nel peggiore dei casi, viene cacciato perché esprime un parere contrario alla linea del partito portando alla nascita di partiti o movimenti personali che nulla avrebbero a che vedere con la Politica ma che così facendo la inquinano sempre di più.

Ciò che ci preoccupa maggiormente è che questa continua presentazione sulla scena di personalismi porti a una progressiva instabilità della democrazia e della governabilità data da continui compromessi senza che manchino i voltagabbana. Noi promuoviamo invece la coesione, lo spirito di gruppo che dovrà e deve essere la vera forza di un partito, movimento o associazione, mosso da pensieri e pareri diversi ma che perseguono uno stesso ideale qual è il bene della comunità e il futuro di tutti noi.

Carmelo Antonazzo

Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.

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