Il sindaco Alabrese: "Grottaglie in ginocchio per colpa dell'austerity"

«Nella seduta del Consiglio Comunale di domani giovedì 24 luglio, tra i vari punti iscritti all'ordine del giorno, saranno approvati il regolamento e le tariffe per la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili che insieme alla Tari, la tassa sui rifiuti, andrà a formare l'imposta unica comunale (IUC) oltre che all'addizionale Irpef comunale.
Siamo giunti, anche a Grottaglie, al punto di dover discutere della pressione fiscale nella nostra città per l'anno 2014».


È quanto dichiara in una nota il primo cittadino di Grottaglie, Ciro alabrese, motivando le scelte fatte dell'Amministrazione per far fronte all'estenuante tassazione che il Governo nazionale impone da diversi anni.
«Come Sindaco - scrive Ciro alabrese - in difesa dei miei cittadini mi sento di dover consegnare alla stampa per primo una nota in cui far emergere tutto il mio disappunto rispetto ad un impianto di tassazione disegnato dal governo, voluto dal governo ed approvato dal governo, che consegna nelle mani del primo cittadino il ruolo di esattore della tasse per conto terzi. E lo fa anche sbeffeggiando gli enti locali quando propone la possibilità agli stessi di poter determinare e applicare aliquote al minimo o al massimo senza specificare però che con la mancata restituzione dell'IMU 2014, che per Grottaglie ammonta a circa 1.500.000 di euro, di fatto gli Enti locali sono costretti ad applicare le aliquote al massimo.
Non ho problemi a dire che lo Stato fa cassa sulle famiglie usando i Sindaci. Faccio questa affermazione con la consapevolezza di rivolgermi ad un governo nazionale sì "amico", ma che è anche il governo delle cosiddette larghe intese. Dico questo perché l'opposizione di centrodestra non può condividere i provvedimenti nazionali del governo e poi dilettarsi a recitare il ruolo di forte oppositore sul piano locale.
Anche la vicenda legata al famigerato patto di stabilità porta l'Amministrazione Comunale a compiere una forzatura istituzionale ovvero quella di doversi comportare non come un Ente Pubblico, bensì come un'azienda privata, con l'obbligo di produrre utili, che nelle Amministrazioni Comunali si chiamano avanzi, e che per il 2014 a Grottaglie questo obbligo ammonta ad altri 1.500.000 di euro.
Con queste regole - accusa Ciro alabrese - non si va avanti ma principalmente si mettono in ginocchio i cittadini e le famiglie. Occorrono provvedimenti urgenti e indifferibili da parte del governo. Lo dico anche in virtù del fatto che i cosiddetti dimagrimenti o spending review dei comuni sono stati consumati in gran parte con i bilanci 2012 e 2013. Anche a Grottaglie l'anno scorso sono stati ridimensionati tutti i PEG tagliando tantissime spese. Siamo arrivati nel 2014 a non poter più tagliare un euro, bensì a porci l'interrogativo di dover sopprimere alcuni servizi non obbligatori per legge o addirittura a rimandare ad altri anni successivi l'esecuzione di lavori già appaltati.
Negli anni precedenti abbiamo compiuto sforzi enormi per mantenere standard elevati e permetterci addirittura di affiggere manifesti che comunicavano il fatto di essere uno dei comuni che rispetto agli altri manteneva al minimo la tassazione locale.
Oggi sono riusciti, dopo vari tentativi, a mettere in difficoltà anche Grottaglie. Noi faremo sentire con forza la nostra voce nelle sedi opportune ma allo stesso tempo ci avvarremo di ogni possibilità che la norma ci consente per attenuare il peso fiscale sui cittadini almeno nei confronti delle categorie della popolazione più debole».

Ultima modifica ilGiovedì, 24 Luglio 2014 09:48
Ciro Piergianni

Un giornale deve riconoscere la verità ovunque essa sia e occuparsi non solo di come stanno le cose, ma di come dovrebbero essere.

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