Demolizione Costa Concordia: Taranto è fuori In evidenza

Non a Genova, non a Piombino, non a Civitavecchia. La demolizione della nave Costa Concordia non sarà fatta in nessuno di questi porti. Ma, secondo Franco Gabrielli, il capo della Protezione civile, impegnato in una relazione alla Commissione Ambiente della Camera dei deputati, i pezzi della grande imbarcazione da crociera, naufragata il 13 gennaio del 2012 davanti all'isola del Giglio (morirono 32 persone), saranno smantellati e recuperati in Turchia. E Taranto? Non compare neanche tra i porti in lizza.

Il motivo? L'offerta non è neanche stata formalizzata. Quindi, non sono stati sufficienti gli appelli al governo del presidente della Regione, Nichi Vendola, del sindaco della città, Ippazio Stefàno, e del vescovo, Filippo Santoro. Il porto pugliese è fuori dalla contesa. Almeno allo stato dell'arte descritto da Gabrielli, responsabile del coordinamento delle operazioni di demolizione, come avvenuto per il recupero del relitto.
Chi gestisce la gara è la Loc (London offshore marine consultan), un grande gruppo londinese che offre servizi portuali. «La Loc - ha precisato Gabrielli - ha ricevuto circa trenta offerte tra porti e società in giro per il mondo. Sono state mandate delle comunicazioni a tutti questi soggetti. Di questi solo tredici hanno risposto positivamente.
La Smart Area non è stata messa in condizioni di poter interagire con la società britannica «nonostante abbiamo scritto più volte» ha precisato Cesareo. Mentre il presidente degli industriali tarantini lamenta l'inefficace azione della politica locale nella vicenda, il presidente dell'Autorità portuale, Sergio Prete, si dice ancora perplesso sulle parole del capo della Protezione civile. «Non conosco nel dettaglio le dichiarazioni di Gabrielli - spiega il capo dell'Autorità portuale, partner fondamentale nella riuscita dell'operazione - perché non conosco bene la fonte. Ma so bene che difficilmente la parte pubblica potrà orientare la destinazione della nave, perché la scelta dell'operazione rimane in testa alla Loc. Per il resto, stiamo lavorando di comune accordo con la società Smart Area e gli enti locali per la proposta. E in base a essa - conclude Prete - il porto dovrà adeguarsi alle esigenze tecniche». Esigenze tecniche che sembrano, in teoria, avvantaggiare il porto di Taranto, con lo sporgente numero 4 e i fondali di 25 metri. Sono, infatti, tra gli argomenti principali usati per caldeggiarlo da Nichi Vendola, che preferisce ancora non esprimersi sulla vicenda, e da monsignor Santoro a colloquio con il ministro dell'Ambiente Galletti, che nei giorni della «passione» non rilascia dichiarazioni. Per l'intera operazione di smantellamento della Concordia si calcola una commessa di almeno due anni lavoro per circa 600 persone, tra tecnici e operai specializzati, distribuiti tra il cantiere dove avviene in concreto lo smantellamento della nave e le filiere dei materiali che saranno recuperati, dalla plastica all'acciaio, dai mobili alle attrezzature.

Gabriele Palumbo

"Non sono quasi mai serio, e sono sempre troppo serio. Troppo profondo, troppo superficiale. Troppo sensibile, troppo freddo di cuore. Io sono come un insieme di paradossi." — Ferdinand de Saussure

Email: [email protected]

Devi effettuare il login per inviare commenti

Log In or Sign Up