Brindisi, l'autore dell'attentato ripreso dalle telecamere di sorveglianza In evidenza

 

Un uomo a volto scoperto, poco distante dalla scuola professionale "Falcone - Morvillo", nascosto dietro un albero del viale Palmiro Togliatti che preme il tasto di un telecomando, scatenando l'inferno. Sono le sequenze agghiaccianti delle telecamere di sorveglianza di viale Togliatti, che riprendono il killer andare via non appena innescate le tre bombole di gpl, lasciandosi dietro la morte di Melissa Bassi e il ferimento di altri cinque studenti. 
Il video è ora al vaglio degli uomini della S.c.o. (inviati dal capo della Polizia Antonio Manganelli) e dei Ros dei Carabinieri che in queste ore stanno setacciando tutti i filmati recuperati dalle telecamere di strada e da quelle dei negozi vicini all'istituto brindisino. Ad aggiungere elementi utili ai fini dell'identificazione dell'attentatore, ci sarebbe anche la testimonianza di un cittadino di Brindisi che nella notte tra venerdì e sabato, intorno alle 2:30, avrebbe visto un uomo spostare un cassonetto dell'immondizia (a quanto pare lo stesso dove gli ordigni sono stati posizionati). I ricordi sono però molto vaghi, il testimone, interrogato per tutta la giornata, non ricorda com'era vestito, né l'altezza, il viso o il colore della pelle di quell'uomo. "E' possibile - fa sapere il Procuratore Capo di Brindisi, Marco Di Napoli - che il cassonetto sia stato spostato a ridosso dell'avvenimento. Non era così grande e quindi poteva essere spostato da un uomo solo". 
All'interno del cassonetto, le tre bombole di gas, legate tra loro con un detonatore collegato con due fili, uno rosso e uno blu, che hanno provocato il contatto quando il killer ha premuto il pulsante del telecomando. Il procuratore ha anche spiegato che quello utilizzato è un telecomando di tipo "volumetrico" cioè azionabile al passaggio di una persona. La potenza è stata devastante e avrebbe potuto trasformarsi in un'ecatombe. Sarebbero bastati infatti altri dieci in in più perché la bomba trovasse nelle sue vicinanze un numero maggiore di studenti e personale scolastico. E invece le 7:50, l'ora dell'innesco, ha fatto sì che l'esplosione investisse i pendolari, quasi tutti originari di Mesagne, come lo era Melissa e come lo è Veronica Capodieci, la più grave tra i feriti.  
"A nostro giudizio c'è una volontà stragista" ha detto il procuratore. "Infatti nel registro abbiamo iscritto il reato di strage, articolo 422 del Codice penale, punito con l'ergastolo perché è morta una persona ma il reato è contestato a persone da identificare. Non abbiamo iscritto nessuno nel registro degli indagati. Si sono fatti passi in avanti - ha aggiunto - e le indagini proseguono a 360 gradi".
Le voci circolanti su chi può esserci dietro questa tragedia sono diverse e delle più disparate. C'è chi parla di un gruppo "esterno" alla Sacra Corona Unita che vorrebbe affermare la propria supremazia, chi addirittura di terroristi anarchici venuti dalla Grecia, chi di una vendetta diretta a boss, pentiti e esponenti dell'antimafia. Ma sono il capo della Polizia, Manganelli, e il procuratore capo di Brindisi, Marco Di Napoli, a fornire informazioni più dettagliate. "Né la Sacra Corona Unita né la mafia siciliana uccidono in questo modo e neanche le aree antagoniste, dalle Br a estrema destra. Nessuno si è mai spinto a questa tipologia di agguato" ragiona Manganelli che al momento esclude una guerra interna alle cosche mafiose della Scu. I boss in carcere sono stati contattati dagli investigatori e fanno sapere: "È inutile che perdiate tempo con noi perché noi non c'entriamo nulla". E tutto coincide con quanto rilasciato da Di Napoli, secondo cui "Ci sentiamo di escludere la pista mafiosa. Potrebbe essere stata una persona in guerra con il mondo. Un gesto isolato di chi si sente vittima. O anche di chi tende a creare una tensione sociale, con una ideologia". 
Intanto, nella serata di ieri è stato sentito a lungo un ex ufficiale dell’Aeronautica, di circa sessant'anni e anche esperto di elettronica; i suoi familiari hanno una rivendita di bombole, lui potrebbe avere fatto il resto. Ma la pista, almeno per il momento, non convince del tutto gli inquirenti.
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