Francesco Motta Francesco Motta

Del tempo che passa la felicità

Tra la speranza e il rimpianto passa un soffio. E in quel soffio trascorriamo gran parte della nostra vita.

La tristezza ha il sonno leggero - Marone Lorenzo: Erri Gargiulo, il protagonista di questa storia, è uno dei tanti uomini della "Generazione X", cresciuto nella confusione di ruoli di una famiglia allargata. Dopo la separazione va a vivere con sua madre, una donna dal carattere d'acciaio, funzionario del vecchio partito della DC, almeno fino all'avviso di garanzia ricevuto nel 1994, e riciclatasi in seguito come conduttrice di Talk Show in una tv locale partenopea. Suo padre, un anarchico spiantato con molti ideali e poco senso pratico, dopo la separazione sparisce per qualche tempo in Spagna, dove incontra un'altra donna con cui, dopo alcuni anni, torna in Italia per aprire un ristorante. Dalla sua nuova storia nascerà Flor, la sorellastra hippie di Erri, fumettista e giramondo. Anche Renata Ferrara, sua madre, si rifarà una vita. Il suo secondo compagno, Mario, un ingegnere barbuto e bonario, sarà per Erri il padre perfetto che non ha mai avuto e metterà al mondo altri due figli, Valerio e Giovanni, oltre naturalmente a portare con sé in questa grande casa della Napoli bene la sua prima figlia, Arianna. Il quadro basterebbe per riempire pagine e pagine di copioni cinematografici. Ma Lorenzo Marone utilizza questa temperie di personaggi solo come contorno per descriverci il pozzo profondo di solitudine e tristezza, incapacità di esprimersi, amarezza, in cui finisce Erri nel momento in cui sua moglie Matilde decide di lasciarlo. Dopo molti anni trascorsi nel tentativo vano di mettere al mondo un figlio, Matilde ed Erri si ritrovano sconfitti ed estranei, incapaci di bastarsi a vicenda. La fine del matrimonio coinciderà con la perdita del lavoro di Erri e con una valanga di disillusioni precipitate all'improvviso addosso a lui. Mai totalmente integrato all'interno di una famiglia in cui nessuno è veramente suo fratello, soggiogato da una madre ossessionata dall'Horror vacui, surclassato dal collega di lavoro che adesso dorme nel suo letto, Erri scopre all'improvviso di avere conservato da qualche parte una vecchia lista dei desideri. La tira fuori solo grazie all'aiuto di suo padre, che sembrava perso, e inizia lentamente a realizzarla. Potrebbe essere una lunga e intricata trama melodrammatica, ma non lo è per niente. Lorenzo Marone fa luce sulle tematiche delle relazioni familiari contemporanee utilizzando un registro davvero inedito, fresco, mai drammatico. Quasi come se volesse prendere le distanze e disegnare ad acquerello una situazione complicata semplificandola. Con una abilità tutta italiana di arrivare dritti al centro delle emozioni, Lorenzo Marone ci fa vivere con intensità il momento in cui cerchiamo di ritornare in superficie, dopo una lunga asfissiante apnea.

The Revenant - Alejandro González Iñárritu: Ispirato a eventi realmente accaduti, Revenant - Redivivo è una storia epica sul tema della sopravvivenza e della trasformazione, sullo sfondo della frontiera americana. Costretti a lasciare il territorio incontaminato e sconosciuto del Nord Dakota dove stavano cacciando pelli e pellicce a causa di un attacco indiano che li ha decimati, i sopravvissuti della spedizione si affidano al leggendario esploratore Hugh Glass (Leonardo DiCaprio) per trovare una via di fuga sicura e tornare al loro forte. Le scelte di Glass, e la necessità di abbandonare nei boschi le pelli e il guadagno che rappresentano, suscitano l'ostilità del rude John Fitzgerald (Tom Hardy). Quando Glass viene ridotto in fin di vita dall'attacco di un'orsa, e il gruppo è costretto a separarsi, Fitzgerald abbandona il ferito al suo destino, considerandolo spacciato. Ma, nonostante le feriti mortali e la solitudine, Glass riesce a non soccombere. Grazie alla sua forte determinazione e all'amore che nutre per sua moglie, una indiana d'America, percorrerà oltre 300 chilometri in un viaggio simile a un'odissea, attraverso il grande e selvaggio West, per scovare l'uomo che lo ha tradito. Il suo inseguimento implacabile diventa un'epopea che sfida il tempo e le avversità, alimentata dal desiderio di tornare a casa e ottenere la meritata giustizia.

Motta – La Fine dei Vent'anni: In uscita il 18 marzo per Woodworm il primo album di Francesco Motta. Primo album solista ma non certamente un esordio, il Nostro infatti di esperienza alla spalle ne ha tanta: è un ex Criminal Jockers innanzitutto, poi ha preso in mano basso e chitarra con Nada, suonato con Pan Del Diavolo e Truppi , collaborato con gli Zen Circus, insomma non certo l'ultimo arrivato ma uno che negli anni è riuscito a farsi conoscere ed apprezzare dai colleghi e dal pubblico che bazzica la scena indipendente italiana.
Parlando del disco, quando si ascolta "La Fine dei Vent'Anni" la prima cosa alla quale si pensa è la fine. La fine di un percorso e l'inizio di un altro che porta alla perfetta unione tra certe sonorità spigolose rock e altre più dolci, rotonde, pop, un mix che rende la sua musica più intensa e coinvolgente e ricca di quanto lo fosse precedentemente. Si parla di un percorso più maturo anche dal punto di vista dei testi nei quali si riesce a percepire il chiaro stampo autobiografico e la voglia di mettersi a nudo davanti all'ascoltatore. Insomma un bel lavoro, interessante e pieno di spunti, certo, non dimentichiamo che una parte del merito della riuscita del disco va anche a Riccardo Sinigallia, produttore e coautore di alcune tracce. Riccardo, la persona giusta, per sensibilità ed esperienza, per far diventare questo piccolo capolavoro di dieci canzoni uno dei dischi italiani più belli e riusciti di questo inizio anno. Oltre a Sinigallia altri nomi illustri che hanno contribuito all'album sono: Alessandro Alosi (Pan del diavolo), Laura Arzilli, Lello Arzilli, Giorgio Canali, Guglielmo Ridolfo Gagliano (Paolo Benvegnù, Negrita), Maurizio Loffredo, Andrea Pesce, Cesare Petulicchio (Bud Spencer Blues Explosion) e Andrea Ruggiero.

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Gabriele Palumbo

"Non sono quasi mai serio, e sono sempre troppo serio. Troppo profondo, troppo superficiale. Troppo sensibile, troppo freddo di cuore. Io sono come un insieme di paradossi." — Ferdinand de Saussure

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