Perché gli Oscar si chiamano Oscar?

Perché gli Oscar si chiamano Oscar?

Circolano molte teorie, alcune un po' bizzarre, ma nessuno sa dirlo per certo: nemmeno l'Academy

Gli Oscar – i prossimi verranno assegnati il 28 febbraio – sono i più importanti premi cinematografici al mondo: esistono dal 1929 e sono assegnati dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences (Academy, in breve), un'associazione professionale nata nel 1927 con lo scopo di sostenere e promuovere il cinema statunitense. Il nome ufficiale degli Oscar (che tecnicamente è solo il nome delle statuette d'oro) è Academy Award of Merit. Il nome "Oscar" si è diffuso solo alcuni anni dopo la prima cerimonia in cui l'Academy ha assegnato i suoi premi: ancora oggi il sito ufficiale dell'Academy continua a parlare del nome Oscar come di un soprannome.

Dal 1929 al 2015 sono stati consegnati 2.947 Oscar e delle famose statuette si sa quasi tutto: per esempio sono alte poco più di 34 centimetri e pesano poco meno di quattro chili. Gli Oscar di quest'anno sono stati costruiti da Polich Tallix Fine Art Foundry, una società dello Stato di New York. Dal 1982 e dal 2015 sono invece state realizzate dalla R.S. Owens, una società di Chicago, in Illinois, specializzata nel realizzare premi e trofei (è la società che produce anche gli Emmy). Nei primi anni della loro storia gli Oscar furono realizzati in bronzo massiccio e placcati in oro. Dopo alcuni anni si decise di abbandonare il bronzo e si iniziò a usare il metallo britannia, una lega simile al peltro che viene poi placcata in rame, argentone e oro a 24 carati. C'è stato un periodo di tre anni in cui, durante la Seconda guerra mondiale, le statuette furono fatte con il gesso (a fine guerra le statuette in gesso furono poi scambiate per dei veri Oscar d'oro). Da quest'anno gli Oscar, fatti dalla nuova società, torneranno a essere in bronzo (e poi placcati in oro).

Ultima modifica ilDomenica, 28 Febbraio 2016 15:15
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Gabriele Palumbo

"Non sono quasi mai serio, e sono sempre troppo serio. Troppo profondo, troppo superficiale. Troppo sensibile, troppo freddo di cuore. Io sono come un insieme di paradossi." — Ferdinand de Saussure

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