Se il giovane Werther incontrasse il giovane Holden

Cosa succede se il giovane Werther non è poi così sofisticato come viene descritto nel romanzo di Goethe e il giovane Holden non è poi così debosciato da bere fino ad ubriacarsi?


Il giovane Werther è quello dei dolori e il giovane Holden è quello dei piaceri. Per lo meno stando alla letteratura e al netto di un secolo. Il primo è un romantico, il secondo è un post bellico. Ma ogni tanto si invertono i ruoli, Werther sorride sornione bevendo un mojito mentre Holden si dimena nell'incontentabilità delle cose che non durano e pasteggia con l'acqua sotto lo sguardo scandalizzato di Werther.
Holden e Werther si potrebbero persino scambiare il gel se non fosse che il primo lo usa per nascondere l'ordine che è in lui, mentre il giovane Holden lo usa per stabilizzare la rigidità che decanta di avere e che in realtà, ma non lo sa e voi non diteglielo, non ha.
Il giovane Holden è telematico, arriva puntuale, manda sempre quell'sms in più, ha la cura dell'intorno, la malinconia dell'attesa e soffre di abbandonite acuta. E non ha paura di dire le cose come stanno. Legge le cose che Werther scrive – legge persino le cose che ha scritto – perché ha una sana curiosità umana e non lo nasconde. Il giovane Werther pure.
Per cui vanno d'accordo e si sorprendono a vicenda di avere trovato nel mondo qualcuno così.
Sono egocentrici, dicono di non avere voglia di parlare di sé, ed invece finiscono per farlo, hanno qualche pietra di troppo per i loro trentanni, amano i cani e diffidano dei gatti. Fanno bene. Molto bene, entrambi. Hanno imparato che sono più egoisti di loro, che le fusa non sono gratis come la leccata di un cane. Il gatto vuole sempre qualcosa indietro e quando sei tu, a chiedere, ti graffia, perché il gatto non ha memoria e non ha il dolore dei ricordi.
Holden e Werther vengono da due mondi diversi, sono come uno sliding doors che si incontra dopo 20 anni. Guarda come potevi essere. Ed anche tu, guarda come potevi essere, se invece di giocare a biliardo avessi studiato. Holden non fa altro che parlare della sua strana numerosa e chiassosa famiglia, Werther se ne guarda bene perché non ha nulla da dire a riguardo e per la prima volta gli piace stare in silenzio e ride, quando Holden si scusa perché parla troppo.
Werther non si ammazzerà come succede nel libro, magari infilerà una mano nel Po e lo guarderà scorrere e passare oltre, solo per toccare l'anima della montagna che se ne va verso il mare, i suoi due amori che si parlano attraversando il nord. Peccato che queste non siano le sue montagne e quello non il suo mare, ma a volte basta il concetto per fare poesia. E Holden non scapperà a NY perché è già scappato a Torino tanto tempo fa e non se ne è nemmeno accorto. Ma Werther glielo sta dicendo e forse lo convincerà.
Il giovane Holden ha fatto sesso con un'infinità di donne, ma si lamenta perché non ne ha mai tenuta nessuna. Il giovane Werther ha fatto sesso con meno donne delle dita di una mano, ma se le è tenute tutte, anche quelle con cui non lo ha fatto, e non si lamenta affatto.
Il giovane Holden dice al giovane Werther che la misura dell'amore è la perdita, citando Jeanette Winterson e all'improvviso gli parla della Ferita dei Non amati e sembra dire delle verità banali, ma il giovane Werther pensa che questo libro lo leggerà.
Holden e Werther potrebbero essere la stessa persona e nelle ultime due notti si sono voltati a guardare le stesse cose con un sorriso ironico e hanno camminato a lungo attraversando quasi tutta la città, una bici a mano.

Holden e Werther non si innamoreranno mai. Ma si innamoreranno ancora.

Gabriele Palumbo

"Non sono quasi mai serio, e sono sempre troppo serio. Troppo profondo, troppo superficiale. Troppo sensibile, troppo freddo di cuore. Io sono come un insieme di paradossi." — Ferdinand de Saussure

Email: [email protected]

Devi effettuare il login per inviare commenti

Log In or Sign Up