A (Irrational) Head Full of Dreams

Ripartiamo con la rubrica in cui ogni settimana commenterò un libro, un film e un disco tra le ultime uscite. Per questo ritorno ho scelto "Anna" di Niccolò Ammaniti, il nuovo film di Woody Allen e l'ultimo album dei Coldplay. Eccezionalmente di Lunedì poi tornerà, dalla prossima settimana, al suo abituale giorno, la Domenica. 

Niccolò Ammaniti – Anna: In una Sicilia diventata un'immensa rovina, una tredicenne cocciuta e coraggiosa parte alla ricerca del fratellino rapito. Fra campi arsi e boschi misteriosi, ruderi di centri commerciali e città abbandonate, fra i grandi spazi deserti di un'isola riconquistata dalla natura e selvagge comunità di sopravvissuti, Anna ha come guida il quaderno che le ha lasciato la mamma con le istruzioni per farcela. E giorno dopo giorno scopre che le regole del passato non valgono piú, dovrà inventarne di nuove. Con Anna Niccolò Ammaniti ha scritto il suo romanzo più struggente. Una luce che si accende nel buio e allarga il suo raggio per rivelare le incertezze, gli slanci del cuore e la potenza incontrollabile della vita. Perché, come scopre Anna, la «vita non ci appartiene, ci attraversa».

Irrational Man di Woody Allen: Allen gira da tempo, forse da sempre, attorno a un nucleo centrale di tematiche, che alterna a seconda dei titoli, che colora di questo o quel genere a seconda del mood del periodo e delle esigenze del copione. E con Irrational Man, di questi standard ne intreccia diversi, facendo del suo film una black comedy filosofica, o forse un dramma costretto a cedere le armi di fronte agli sberleffi del destino. Come in Crimini e misfatti, come in Match Point o come in Sogni e delitti, qui Allen parla di delitto e castigo. Come in Vicky Cristina Barcelona, Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni o Magic in the Moonlight, parla di amore e destino. Come in tantissimi altri film, come sempre, parla di pessimismo e di esistenza, e come affrontare, con quale spirito, la vita e gli eventi. In Irrational Man c'è un professore di filosofia alcolizzato e nichilista, c'è una giovane studentessa che cede romanticamente al suo fascino maudit e intellettuale, c'è il racconto di chi si sente chiuso e intrappolato nell'insensatezza della vita e poi trova la via d'uscita nell'agire omicida e "a fin di bene". Ci sono le questioni morali che s'intrecciano con quelle sentimentali, e un andamento che gioca di continuo con l'alternanza tra luci e ombre, tra cupezza e sorriso. Contrariamente a quanto avveniva in Match Point, in Irrational Man il caso, il destino, finiscono col comminare il giusto castigo a chi si macchia del delitto, e non la sua assoluzione. Allen racconta un mondo che è in grado di tornare in equilibrio, ma con la leggerezza di chi deve rimettere le cose al suo posto, e non di chi perde tempo a scervellarsi su questioni etiche e morali: perché come racconta lo stesso Joaquin Phoenix, lo stropicciato professore del film, durante la sua prima lezione, tra il mondo della filosofia e quello reale, passa un abisso. La lezione di Irrational Man, allora, è tutta per noi, e per la studentessa interpretata da una brillante Emma Stone: che idealizza, che romanticizza, che s'interroga sulle convenzioni sociali e di classe, sui ruoli, che ama le costruzione teoriche senza sapere che quando le si applica nella realtà, le mani si sporcano e le conseguenze sono spesso imprevedibili. Una lezione che non è affatto teorica, ma praticissima, pragmatica e spiccia in maniera quasi inedita per il newyorchese, che mette alla berlina le costruzioni ideali e ideologiche e che ci mette di fronte a un pensiero non più cinico e pessimista, ma aperto alla possibilità di un mondo migliore, così come rinuncia al surplus di battute ad affetto e di dialoghi brillanti. Oramai, per Allen, il tragico è sempre anche comico, per l'inutilità del nostro affannarci e per la splendida, irresistibile ironia della sorte alla quale dobbiamo piegarci senza aver la presunzione di poter fare il contrario, e che non richiede ulteriore ironia.

Coldplay - A Head Full Of Dreams: Sono simpatici i Coldplay. E lo spettacolo più interessante e divertente a cui assistere non l'hanno certo portato sui palcoscenici bensì negli interminabili dibattiti tra chi li ha amati sin dall'inizio e, mal sopportando lo loro riluttanza a diventare dei nuovi Radiohead, ha poi considerato in costante declino la loro proposta, e chi invece li ha sempre difesi a spada tratta come ormai raro esempio di rappresentanti rock per le grandi masse. Difficile scegliere da che parte stare se non si è vissuta la loro evoluzione con sentimento da fan, e nemmeno questo nuovo "A Head Full Of Dreams" sembra essere in grado di dar risposte e certezze agli indecisi. Va comunque dato loro atto di aver aggiunto alla loro discografia, sempre composta da lavori ben distinguibili, un ennesimo tassello a sé stante con peculiarità che i precedenti non possedevano e perdendone altre che di quelli ne erano magari il punto di forza.
La volontà di creare una variopinta e più gioiosa controparte al recente "Ghost Stories", notturno e soffuso, li ha per forza di cose costretti a tornare dalle parti del pop in technicolor di "Mylo Xyloto", ma anziché reiterare completamente quanto già proposto, l'hanno spogliato di ogni residua grandeur rock a favore di un'attitudine più folk, quasi world, e mantenendo intatto il romanticismo dell'ultimo lavoro. Così tra caleidoscopi, iridescenze, spettri di colore, minuetti, carillon e Obama che recita "Amazing Grace", i Coldplay costruiscono un'impeccabile e nuovamente ragionata cornice concettuale per presentare le nuove canzoni, spesso non così a fuoco come le atmosfere a cui si appoggiano. Quando si lasciano guidare dagli Stargate, come nella title track e nel singolo "Adventure In A Lifetime", riescono anche a divertire, e quando relegano Beyoncé a semplice corista in addirittura stupiscono, per verve e contemporaneità.
I nodi vengono però davvero al pettine nel momento in cui tutte le infrastrutture di cui sopra cadono per lasciare nudo e crudo il songwriting della tre, immancabili, ballate: "Everglow" vorrebbe riportare i primi fan ai tempi degli esordi e il "Fun" che vorrebbero proporci in compagnia della stellina svedese Love To è probabilmente lo stesso di una serata passata a guardare una puntata di X-Factor. Se non altro i maschietti saranno contenti per il valzer di "Amazing Day": potrebbe far tornare alle ragazze la voglia di innamorarsi nuovamente quando smetteranno di struggersi con le ballad strappalacrime di Adele. Mettiamoci il cuore in pace, "A Head Full Of Dreams" imbarazzerà nuovamente chi un tempo li amava e contemporaneamente invaderà per mesi le emittenti radiofoniche. Perché continuare a discutere se sia più commerciale accontentare i milioni cresciuti a pane e "troubles" o conquistarne ogni volta altrettanti seguendo le mode è questione di lana caprina, e la sostanza è che ci ritroviamo davanti solo all'ennesima manciata di simpatiche canzoncine per allietare qualche minuto della giornata. 

 

Buona settimana e Buon 2016 in compagnia di Grottaglie24!

Gabriele Palumbo

"Non sono quasi mai serio, e sono sempre troppo serio. Troppo profondo, troppo superficiale. Troppo sensibile, troppo freddo di cuore. Io sono come un insieme di paradossi." — Ferdinand de Saussure

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