M'ha pizzicatu la taranta

La pizzica, più comunemente chiamata "pizzica pizzica", è una danza popolare del tarantino e del Salento, tramandatasi per secoli.

Molti studi convergono sul dire che la pizzica era conosciuta già nell'antica Grecia.
La pizzica era generalmente ballata in coppia, ma non necessariamente da un uomo e una donna. Veniva suonata nelle case o nelle piazze, da piccole orchestre, i cui strumenti principali erano il violino e il tamburello.
Secondo un' antica tradizione, la pizzica era utilizzata per esorcizzare le donne dal veleno di tarante e scorpioni. In questo caso veniva utilizzato un ritmo più veloce rispetto alla pizzica per la danza e una tonalità minore.
Si dice che nel periodo della mietitura le donne venivano punte dalle tarantole sotto le vesti, cadendo in uno stato di shock dal quale solo la musica e la danza potevano liberarle.
Le donne ballavano per giorni interi, o addirittura per settimane, fino all'estremo.
Si usava appendere nella stanza in cui avveniva il rituale, dei fazzoletti di colore diverso. La donna ne tirava via dal muro uno per volta. Quando questa prendeva il fazzoletto del colore della tarantola che l'aveva punta, cadeva finalmente stremata.
Era un momento in cui tutto il vicinato si riuniva attorno alla "pizzicata", estraniandosi da tutte le costrizioni sociali del tempo.
In realtà forse, più che per il pizzico della tarantola, le donne utilizzavano questo momento per fuggire dalle regole sociali patriarcali del tempo, a causa delle quali le donne erano sfruttate e li era vietata qualsiasi forma di libertà o di espressione dei propri sentimenti.
La pizzica era anche una danza ludica, spesso utilizzata per feste e banchetti, ma anche una danza di corteggiamento.
Nel rituale di corteggiamento era sempre la donna a condurre la danza con salti e giravolte, invitando l'uomo ad avvicinarsi pian piano per poi sfuggirli nuovamente senza mai toccarsi.
Le donne indossavano durante la danza gonne lunghe, foulard e scialli. Un elemento caratteristico è il fazzoletto rosso, utilizzato dalla donna per invitare l'uomo da lei scelto a ballare.
I movimenti della donna erano spesso volti a mettere in evidenza la sua femminilità, con le mani ferme a reggere la gonna e le braccia chiuse.
L'uomo invece cercava di mettere in evidenza virilità e forza, compiendo salti più alti e marcati con movimenti secchi e rapidi. Le braccia dell'uomo erano tese verso la donna, quasi volessero simboleggiare un tentativo di approccio fisico con la donna.

Ultima modifica ilDomenica, 17 Maggio 2015 13:24
Cira Cavallo

La musica esprime ciò che è impossibile da dire e su cui è impossibile tacere

Victor Hugo

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