Musica, terapia per corpo e mente

La musica, oltre che essere per l'uomo un eccezionale strumento di svago, può essere considerata parte dell'uomo ancor prima della nascita e persino una terapia.


Partendo dal principio vediamo che il feto, già dal sesto mese di gravidanza, reagisce agli stimoli sonori provenienti dall'esterno e che l'esperienza musicale iniziata in grembo continuerà anche dopo la nascita. È stato dimostrato che il canto di una ninnananna o di una filastrocca, possa calmare il pianto di un bambino e che il canto stesso, facilita l'apprendimento della lingua. La musica aiuta inoltre il fanciullo a conoscere meglio se stesso; migliora in esso l'attenzione, la concentrazione, la memorizzazione e le capacità verbali. Uno studio condotto su bambini con fascia d'età compresa tra gli otto e gli undici anni, che hanno ricevuto una formazione musicale, dimostra che questi hanno sviluppato un quoziente intellettivo verbale e migliori abilità visive, rispetto a chi invece non ha ricevuto nozioni musicali.
Pare che tutti i bambini posseggano la dote del cosiddetto "orecchio assoluto", ovvero la facoltà di riconoscere una precisa nota senza alcun punto di riferimento dato precedentemente alla nota stessa. Questa capacità viene conservata fino all'età di sei anni, dopodiché questa facoltà viene persa dalla stragrande maggioranza delle persone.
Oggi è noto che non tutti ascoltiamo la musica nello stesso modo. Esistono infatti due tipi d'ascolto, uno analitico (proprio dei professionisti) e un altro emotivo (tipico degli amatori). Durante l'approccio analitico si attivano entrambi gli emisferi della corteccia celebrale. Un professionista infatti, ascoltando un brano per orchestra tenderà a individuarne i vari timbri, o ascoltando un pezzo, si soffermerà su ogni singola nota cercando di collocarla nell'intera struttura del pezzo, o ancora ne valuterà l'esecuzione. Infine avrà anche un approccio emotivo, durante il quale si hanno una serie di reazioni istintive; ad esempio un crescendo farà aumentare la frequenza cardiaca. Da diversi studi effettuati emerge infatti che il battito cardiaco, così come la pressione sanguigna, possono aumentare o diminuire a seconda della velocità d'esecuzione. Un altro aspetto interessante rilevato da alcune analisi è che la musica è in grado di ridurre stati di stress e fatica, e automaticamente anche di ottimizzare la qualità del sonno e di migliorare le difese immunitarie, abbassando anche la sensazione di dolore.
Durante un'osservazione eseguita in un reparto di terapia intensiva, si è notato che la musica classica ascoltata per almeno trenta minuti, ha quasi gli stessi effetti di un sedativo.
Come appena visto quindi possiamo dire che la musica ha diversi effetti benefici sul nostro corpo e sulla nostra mente. Oggi molte osservazioni scientifiche hanno dimostrato la veridicità di queste intuizioni dando vita alla "Musicoterapia" che è oggi utilizzata in diversi campi della medicina.

"È meraviglioso come la musica abbia la possibilità di salvarci dall'irrigidimento, dalle convenzioni a cui tutti andiamo incontro e farci tornare uno stupore incantato nei confronti delle cose" - Giovanni Allevi-

Cira Cavallo

La musica esprime ciò che è impossibile da dire e su cui è impossibile tacere

Victor Hugo

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