Allergia...? Etciù!

Starnuti, tosse, lacrimazione oculare, spossatezza, difficoltà di concentrazione, se avete questi e altri sintomi potreste soffrire di allergia stagionale o raffreddore da fieno.

I più comuni allergeni sono i pollini, in particolar modo quelli prodotti dalle graminacee selvatiche (più diffusi nel periodo estivo), dagli alberi di ulivo, faggio, betulla, nocciolo, cipresso e da piante erbacee come la paretaria, l'artemisia, l'ambrosia e la piantaggine; in tal caso, per individuare le suddette allergie, è necessario conoscere il calendario pollinico specifico di regione in regione (http://www.pollinieallergia.net/).

Proprio le Cupressaceae, i cui pollini sono diffusi proprio in questo periodo nella nostra regione sono una specie la cui importanza allergenica è stata rivalutata negli ultimi anni. Si ipotizza un incremento dei casi di sensibilizzazione dovuto all'aumento del numero di piante utilizzate a scopo di forestazione ed ornamentale ma non sono esclusi anche altri fattori relativi ad un'aumentata aggressività del polline, per cause ancora da definire e verosimilmente legate all'inquinamento da motori diesel.

I sintomi delle allergie stagionali di solito si sviluppano immediatamente dopo che si è stati esposti a specifiche sostanze che provocano allergia e possono includere: naso che cola e congestione nasale, prurito agli occhi o occhi che lacrimano, starnuti, tosse, prurito al naso, sul palato o in gola, pressione al petto e dolore facciale, gonfiore, occhiaie bluastre (occhiaie allergiche), diminuzione del senso del gusto o dell'odorato. I sintomi che possono interferire con le attività quotidiane ed avere un impatto sulla qualità della vostra vita comprendono inoltre: insonnia, affaticamento e irritabilità.

Per diagnosticare l'allergia si utilizzano diversi test qui di seguito brevemente descritti : il prick test consiste nell'applicazione cutanea del probabile allergene in soluzione; la cute viene perforata da un ago per favorire la penetrazione dell'allergene; se dopo 20 minuti sul sito di applicazione si genera un ponfo, gonfio, rosso e caldo, allora l'individuo è sensibile. Il prick by prick si differenzia per l'impiego non dell'estratto allergenico, ma direttamente dell'alimento ritenuto allergizzante.Il patch test è caratterizzato dall'applicazione di cerotti cutanei pregni di estratti allergizzanti sull'avambraccio o sull'addome; i tempi di manifestazione di probabili ponfi sono più lunghi rispetto ai precedenti test e certamente meno evidenti.Il rast test o test di radio-allergo-assorbimento consiste nella ricerca di specifiche IgE nel sangue.

Si consiglia di consultare uno specialista (allergologo) per una valutazione dei sintomi e per decidere insieme il giusto trattamento.

 

Ultima modifica ilDomenica, 15 Marzo 2015 22:56
Riccardo Monsellato

Ogni medico dovrebbe essere ricco di conoscenze, e non soltanto di quelle che sono contenute nei libri. I suoi pazienti dovrebbero essere i suoi libri.

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