A maggio nuovi sussidi per disoccupati

Nell'epoca in cui il lavoro si fa sempre più precario, il contratto a tempo determinato è solo un'occupazione momentanea cui seguirà ben poco e il contratto a tempo indeterminato niente di così sicuro, nascono nuove forme di ammortizzatori sociali che, certamente, non lasciano intuire alcuna ripresa ma, al contrario, un disagio e un malessere da cui non si riesce ad uscire.


Con il Jobs Act è nata, infatti, la Naspi (Nuova Assicurazione Sociale Per l'Impiego): entrerà ufficialmente in funzione a partire da maggio e andrà ad unificare e a sostituire le attuali Aspi e Mini-Aspi.
A fruirne saranno i lavoratori dipendenti italiani che resteranno disoccupati proprio dal prossimo mese.
Di seguito i requisiti.
Il lavoratore (che deve essere stato assunto con un contratto di lavoro dipendente):
• deve trovarsi in uno stato di disoccupazione involontario;
• deve possedere almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 48 mesi;
• deve aver svolto almeno 18 giorni di lavoro nell'anno precedente.
Il sussidio sarà erogato per un periodo massimo pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni.
Il disoccupato che incasserà l'assegno dovrà obbligatoriamente seguire dei corsi di formazione e riqualificazione professionale, pena la perdita del sussidio. Qualora voglia dare avvio ad un'attività di lavoro autonomo, potrà chiedere la liquidazione in un'unica soluzione di tutte le indennità cui ha diritto purché non ricavi, dalla nuova libera professione, un reddito superiore a circa € 4.800.
Esauirita la Naspi e nel caso in cui lo stato di disoccupazione persista, potrà accedere ad un nuovo sussidio: l'Asdi (Assegno di disoccupazione), ma solo con un ISEE entro determinate soglie.
Per gli iscritti alla gestione separata dell'Inps, collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, non pensionati e privi di partita Iva, è stato invece introdotto il Dis-Coll.
L'assegno, fruibile dai lavoratori che involontariamente perderanno il lavoro nel corso del 2015, spetterà a chi possiede almeno 3 mesi di contributi versati a partire dal 1° gennaio dell'anno solare precedente. La durata del sussidio sarà pari alla metà dei mesi in cui si è effettuata la contribuzione a partire dal 1° gennaio dell'anno solare precedente.
A questo punto è lecito chiedersi: il bisogno di rinnovare continuamente il sistema degli ammortizzatori sociali a sostegno dei disoccupati è forse sintomo di una precarietà dilagante a cui "non si riesce" a mettere fine?

Mariaconcetta Calzolaio

Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili (Pitagora)

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