L’olio pugliese minacciato da una mosca?

L'olio d'oliva è l'alimento principe della dieta mediterranea nonché l'elemento cardine intorno al quale intere famiglie pugliesi hanno costruito la loro storia e spesso la loro fortuna.


Ogni anno gli ulivi sono attaccati da un insetto, la mosca dell'ulivo appunto o Xylella, che punge il frutto deponendo al suo interno un uovo da cui si svilupperà la larva che si nutre della polpa dell'oliva.
La mosca si combatte con diversi trattamenti e insetticidi ma quest'anno in Puglia l'opera di prevenzione non è stata sufficiente: il clima ha fatto sì che si accavallassero 3-4 generazioni tra fine giugno e inizio luglio scatenando una vera e propria epidemia.
La nostra Puglia è, così, costretta a subire la minaccia di taglio agli ulivi secolari colpiti dall'infezione del batterio killer.
L'ordine di abbattimento arriva direttamente dall'Unione Europea e chi si opporrà dovrà fare i conti con sanzioni amministrative non trascurabili.
Con una produzione di 2.458.396 quintali, la nostra regione si collocava nel 2006 tra i maggiori produttori di olio d'oliva in Italia.
Condizioni meteo avverse e attacchi della mosca olearia hanno messo a dura prova tale primato portando l'intera Italia a una produzione in quantità e qualità fra le peggiori degli ultimi 50 anni.
E a pochi giorni dalla domenica delle Palme si diffonde la preoccupazione secondo cui il batterio killer potrebbe continuare a fare strage di piante: il terrore è tale che in tanti (Coldiretti compresa) raccomandano di non distribuire i tradizionali ramoscelli di ulivo per evitare che diventino vettore di infezione.
"Inizia una battaglia contro il tempo per difendere le storiche piante millenarie e salvare un bene dell'intera umanità." sottolinea il presidente della Coldiretti, Roberto Monclavo, "E' necessario garantire l'impegno delle istituzioni, le risorse e gli interventi adeguati per salvare un bene pubblico che tutto il mondo ci invidia."
La dieta mediterranea è stata, infatti, proclamata dall'UNESCO patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
Tra le regioni che, con frutti, ortaggi, cereali e olio d'oliva, hanno contribuito più di tutte a rendere celebre il made in Italy in tutto il mondo vi sono la Calabria, la Campania e la Puglia.
Il primato è ormai minacciato dalle notizie che da un pò di tempo a questa parte rimbalzano da un giornale all'altro: "terra dei fuochi" e diossina rischiano ormai di detronizzare il Sud e farlo scivolare nella classifica dei maggiori esportatori di made in Italy e a tutto ciò si aggiunge il rapido avanzare di una mosca killer e di un'Europa poco clementi.
A questo punto vale la pena ricordare quanto ci rimproverava il folletto della grotta delle fate: apparso in sogno ad un contadino, gli rivelò il segreto delle macine e delle pepite d'oro nascoste per secoli nella grotta: "Ma non è oro" esclamò deluso il contadino "sono solo olive!".
Il folletto, rassegnato, constatò: "Ppoppiti ca nno ssiti, taniti l'oru e nu li canusciti!"

Mariaconcetta Calzolaio

Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili (Pitagora)

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