Riscoprire San Francesco De Geronimo In evidenza

Nell’ambito dei festeggiamenti patronali e in preparazione al III Centenario della morte del santo gesuita ( 1716 – 2016),  relazione di approfondimento storico-bibliografico di Rosario Quaranta sul Patrono principale della Città della Ceramica
Il programma dei festeggiamenti patronali di quest’anno prevede, come ormai da tradizione, anche un  momento di riflessione e approfondimento sulla figura e sull’opera di San Francesco De Geronimo, personaggio di spicco non solo della Città di Grottaglie, ma del più vasto territorio  regionale e nazionale.
A parlare di alcuni aspetti relativi al culto, alla bibliografia e all’iconografia del santo gesuita sarà il prof. Rosario Quaranta, segretario della sezione tarantina della Società di Storia Patria, nella relazione che terrà nella chiesa madre grottagliese domenica 25 agosto alle ore 20.00, subito dopo la Celebrazione eucaristica presieduta da padre Florio Quercia, Superiore della Comunità dei Padri Gesuiti di Grottaglie.
Il prof. Quaranta si soffermerà in particolare sulla prima breve biografia del De Geronimo, apparsa in lingua tedesca in Germania nel 1717 e cioè poco più di un anno dopo la sua  morte: un’opera che, pur anticipando le classiche tre antiche biografie del personaggio (nell’ordine, del p. Carlo Stradiotti, 1719; del p. Simone Bagnati, 1725,  e del p. Carlo De Bonis, 1734), e pur presentando in assoluto il primo e più antico ritratto del santo, è stata praticamente ignorata dalla storiografia ufficiale, pur avendo conosciuto nel nord dell’Europa un notevole successo poiché venne tradotta anche in olandese, in boemo e in francese.
E in effetti, già nel 1719 lo Stradiotti faceva, a proposito della propagazione della fama di santità di p. Francesco De Geronimo nel Nord Europa, questa osservazione: “ non è da maravigliarsi che tutta Napoli si commovesse poiché già da tanti anni lo conosceva, bensì fa stupore che la fama della sua morte si spargesse subito per tutta Italia anzi anco per la Germania. Onde il Padre Nicolò Poter della nostra Compagnia da Magonza a 17 Novembre 1716 ne mandò la notizia al Padre Maurizio Antonelli pur della Compagnia con queste parole “Venerabilis Pater Franciscus de Hieronymo fama sanctitatis et miraculorum totam Europam et in specie nostram Germaniam implevit” (cioè: “il venerabile padre Francesco De Geronimo con la fama della santità e dei miracoli ha riempito tutta l’Europa e specialmente la nostra Germania”). E può dirsi che la Germania fu la prima che ne intagliò l’Immagine in rame. La fama del Padre Francesco è cresciuta sì fattamente di là da Monti che colà ne han sparse in stampa sotto diversi atteggiamenti da sei mila immagini, né cessano le domande per ottenere da Napoli qualche minuzzolo delle sue vesti, lettere o altro usato dal Padre in vita. Né cotali domande vengono dalla sola Germania ma dalla Polonia e da altre Provincie straniere…”
La relazione mirerà, grazie anche ad altri ritrovamenti bibliografici, a comprendere le ragioni del successo e dell’espansione della devozione e del culto del De Geronimo, oltre che in Italia, anche in quelle lontane regioni (Germania, Austria, Belgio, Olanda, Boemia, Polonia) nel Sette e Ottocento, passando in rassegna pubblicazioni per lo più sconosciute.  
Non mancheranno interessanti novità anche dal punto di vista iconografico, dal momento che verranno presentate immagini e documenti antichi che confermano l’importanza della figura e dell’opera religiosa, sociale e spirituale di un grande personaggio del nostro Sud.
L’utilità di momenti di riflessione e di approfondimento come quello che si terrà domenica prossima nella chiesa madre grottagliese emerge anche dal fatto che tra non molto, e cioè tra poco più di due anni (2016), ricorrerà il terzo centenario della morte del nostro grande Santo. Si tratta di un appuntamento importante al quale occorre già pensare e che deve vedere impegnato l’intero territorio per riscoprire la grandezza della figura e del messaggio di un “operaio zelantissimo nella vigna del signore” (come ebbe a definirlo nel 1723 il grande giurista gesuita tedesco Vitus Pichler nel 1723) che ha lasciato una traccia indelebile non solo a Grottaglie, a Napoli e nella Compagnia di Gesù, ma anche in paesi lontani e nella stessa storia della Chiesa, con l’esempio straordinario di una vita apostolica spesa totalmente e generosamente al servizio di Dio e del prossimo.


      

Ultima modifica ilGiovedì, 22 Agosto 2013 18:43
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