Benito Gerlone: storia di Grottaglie

C'è solo da imparare da una persona come lui, amata e rispettata dai suoi concittadini per tutto ciò che ha fatto come semplice uomo e come consigliere comunale negli anni che vanno dal 1993 al 2007. Parlo di Benito Gerlone, figura storica di Grottaglie che oggi mi ha aperto le porte della sua casa. Ad attendermi, la stanza dove Benito si rifugia e passa un po' di tempo insieme ai suoi ricordi. Una camera tappezzata di splendide foto del passato, di quando faceva il militare, dei suoi genitori, o di quando rivestiva cariche istituzionali. Immagini sacre che mostrano la sua profonda religiosità, tanti attestati di benemerenza,libri e souvenir dei suoi parenti. Ed oggetti che ricordano l'epoca fascista: Benito Gerlone è sempre stato un sostenitore del pensiero del vecchio MSI, uomo sempre
coerente perché, a suo dire "è questione di dignità non cambiare sempre partito per pura ingordigia". Il suo insegnante politico fu a suo tempo Tommaso Salinaro, un Ufficiale della milizia di Mussolini. E ricorda tutto perfettamente Benito, con un po' di nostalgia. Conosciute le sue battaglie per gli interessi della comunità grottagliese, culminate spesso in accesi dibattiti presso la sala consiliare del Comune. Tra le tante, quella per elencare presso il Monumento ai Caduti in Guerra di Grottaglie i nomi di tutte le vittime sacrificatesi
per amor di Patria. Una cosa alla quale teneva tanto, fino a decidere di incatenarsi all'asta della bandiera del Monumento stesso rifiutando di bere e di mangiare. Tanta la gente che curiosa o premurosa andava a trovarlo per offrirgli almeno un caffè, ma lui accettò solo quello di una anziana signora della zona per galanteria ed educazione. Le vittime di guerra sono impresse nel cuore di Benito: per loro infatti fa celebrare spesso messe in suffragio. Come la volta in cui, ricorda fiero, presso la Chiesa di "San Francesco di Paola" gremita di gente, depose sull'altare una grande composizione floreale affiancato da due militari. Si commuove ancora nel ricordo di quel giorno quando ricevette non solo l'approvazione dei parenti delle vittime e di tutta la popolazione, ma anche dell' On. Rocco Maggi e del Colonnello Potenza, che gli mostrarono stima infinita per il suo operato. Ed ancora l'interesse per la destinazione di aree a parcheggio nei pressi del Comune e di via Crispi, e la sua forte opposizione alla costruzione della discarica. E' un uomo forte, riservato e dignitoso, che ama il suo paese, in particolar modo il Borgo Antico dove è nato. Legato soprattutto ai posti della sua infanzia: la Chiesetta della Madonna del Lume, la Chiesa del nostro Patrono San Francesco de Geronimo e "l'arco della Croce" , uno dei luoghi simbolo della città che lui stesso in passato si occupava di tener ben pulito. E poi tanta beneficenza verso i più bisognosi, alle Chiese ed Associazioni che si occupano di gravi malattie. Mi ha mostrato tutte le sue bellissime collezioni di cartoline da tutto il mondo, francobolli, monete e santini, ordinate con meticolosità. E' con loro che Benito passa gran tempo della sua giornata. Tempo fa amava invece recarsi in campagna e raccogliere delle pietre particolari dalle svariate forme. Arte della natura che conserva gelosamente. Adesso ha più tempo per la sua famiglia composta dalla moglie, dai 5 figli, dagli amati nipoti e da una pronipote. Adora Grottaglie, lo si capisce subito da come ne parla. Vorrebbe solo che fosse più ordinata, pulita, propensa allo sviluppo anche dal punto di vista turistico. Sono lusingata di essere entrata per un paio di ore in quella stanza piena di storia, dignità ed umanità. "Nudo sono entrato e nudo ho voluto uscirne" mi ripeteva riferendosi al suo ruolo di consigliere. E la gente lo sa. Soprattutto chi ha conosciuto la fame e la guerra può capire il valore della generosità.

Gabriella Miglietta

Una voce in più per la cittadinanza

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