"NO AGLI INCENERITORI, NO AL RADDOPPIO DELL’ APPIA ENERGY SU MASSAFRA" In evidenza

 

Il dott. Mazza, sostenitore convinto che un ambiente pulito e vivibile è possibile, se non necessario, porta a conoscenza la possibilità di un ulteriore apliamento dell'inceneritore nell'Appia Energy a Massafra.
 
"Come si fa ad appurare da ora che una seconda linea d’inceneritore non determina un forte impatto ambientale e quindi anche forte impatto sanitario? Specie quando la  si vuole realizzare  in una zona riconosciuta come Sito d’Interesse Nazionale per problematiche ambientali? Come si fa a rilasciare autorizzazioni quando dovrebbe insistere in un’area già pesantemente gravata da inquinanti di ogni sorta e comunque prossima a siti abitati e per giunta ricadente in ambito territoriale interessato da disciplina di Piano Urbanistico Territoriale Tematico/ Paesaggio?  
Una proiezione sanitaria con validazione scientifica degli effetti scaturenti da una “modifica tecnica”, come semplicisticamente la definisce l’ARPA Puglia, ad un impianto di incenerimento che produrrà comunque il doppio, seppure realizzata con impianti di nuova generazione, è possibile farla dopo dieci o venti anni, ma ritengo che non possiamo permetterci  di fare sperimentazioni di sorta sulla pelle della popolazione e su un territorio già  contaminato,  per il quale  bastano  abbondantemente i dati sanitari attualmente disponibili. 
Condivido appieno le proteste delle associazioni e dei comitati che si oppongono al raddoppio dell’inceneritore dell’Appia Energy di Massafra, grazie a queste realtà spesso si portano all’evidenza pubblica veri e propri attentati all’incolumità sociale sanitaria. Sostengo che la questione sia totalmente da rivedere, da parte di tutti gli enti chiamati in causa per il rilascio di pareri ed autorizzazioni, quindi dall’ Assessorato ambiente regionale, dall’ ARPA, dall’ASL  ed in particolare dal sindaco di Massafra che ha maggiori responsabilità al riguardo, ma evidentemente non le intende.  Inoltre  un “raddoppio d’inceneritore” non potrà mai assurgere a opera di “pubblica utilità” perché già il primo dovrebbe bastare, e siccome già codesto non  l’unico sul territorio ritengo che con la politica degli inceneritori abbiamo abbondantemente splafonato.  Del resto l’audizione fatta in commissione ambiente ieri scaturisce dal tenore dell’ordine del giorno, a firma mia come di altri consiglieri,  approvato all’unanimità in consiglio regionale il 3 di agosto u.s. e che ha come obiettivo “ l’interesse alla diminuzione dei carichi inquinanti per ragioni d’interesse pubblico prevalente oltre che  in considerazione del generale principio di precauzione”.
Un inceneritore disperde: diossine, furani, benzo(a)pirene, idrocarburi, benzene, e quant’altro che già secondo lo IARC sono classificati come sostanze cancerogene 1A, ragione per cui già la loro produzione e presenza, dovunque essa si manifesti, determina comunque un impatto ambientale e sanitario non indifferente. Il problema dei tumori non va sicuramente esaminato solo nei valori di mortalità ma anche nei valori di incidenza ed il mio  “NO” agli inceneritori è netto sia per questo raddoppio come per tutti i termovalorizzatori in genere. Si pratichi la strategia “Rifiuti zero”, si intensifichino campagne informative  per la differenziata e progetti di vero recupero e si finisca una buona volta di riempire le province di Taranto di inceneritori e discariche perché non ci siamo candidati alla collezione di economie di degrado vita natural durante.
Dr. Patrizio Mazza Consigliere regionale della Puglia per l’Italia dei Valori"
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