Scongiurato lo scarico in mare per il depuratore di Sava-Manduria ?

E' con soddisfazione che il movimento "Giovani per Manduria" e la lista civica "Noi a Sinistra" riportano la notizia sullo studio di fattibilità finalizzato all'utilizzo, per fini irrigui, delle acque del costruendo depuratore consortile di Sava e Manduria scongiurandone così lo scarico a mare.

Prima di riportare il comunicato, al fine di meglio comprendere l'importanza della notizia, ci preme ricordare alcuni passi importanti sulla vicenda.
Nel 2005 si concorda la progettazione di un depuratore tra il Comune di Manduria e l'Acquedotto Pugliese. Questo impianto dovrebbe servire i comuni di Manduria, Sava e le marine del litorale manduriano. Quello che però non convince è che l'impianto scaricherà in mare i reflui mentre i depuratori già esistenti di Maruggio e di Avetrana, seppure più vicini alla costa, non versano i reflui fognari in mare. Una condotta lunga 1,5 km arriverebbe fino alla spiaggia, e dalla battigia partirebbero altri 900 metri di tubazione sottomarina per effettuare lo scarico in mare alla profondità di soli 14 metri in una delle aree ambientali e paesaggistiche più preziose ed incontaminata del Mare Ionio (Chidro, Salina Monaci, Torre Colimena, Punta Prosciutto, tanto per citarne alcune). L'alternativa praticabile sia sul piano normativo, scientifico, ambientale, consisterebbe nella depurazione e sanificazione totale delle acque reflue per poterle riutilizzare in ambito agricolo, civile, industriale..
Ed ora il comunicato
"Esprimiamo soddisfazione per l'avvio dell'iter della Convenzione tra la Regione Puglia e le Riserve Naturali del Litorale Tarantino di Manduria che, dopo mesi di attesa da parte dell'ente regionale, può finalmente partire grazie alla solerte attività dell'ente di gestione.
Le risorse messe a disposizione dall'Assessorato alle Politiche Agroalimentari della Regione Puglia, saranno investite per finanziare uno studio che decreterà la possibilità dell'uso a fini irrigui delle acque del costruendo depuratore consortile Sava-Manduria.
Sottolineiamo che, grazie alla sensibilità dell'allora Assessore alle Politiche Agroalimentari Nardoni, la Giunta Regionale ha assunto un impegno chiaro nei confronti della comunità di Manduria, ammettendo la possibilità di una alternativa allo scarico a mare e finanziando con fondi propri uno studio di fattibilità.
L'atteggiamento di dialogo del neo presidente Emiliano su questo tema e le iniziative intraprese da un folto gruppo di consiglieri regionali a sostegno della modifica del Piano di Tutela delle Acque, conferma l'importanza di un passaggio di questo tipo, che potrà porre sul tavolo delle trattative un importante documento a supporto delle soluzioni fino ad oggi proposte, che hanno come comune denominatore proprio il riuso dei reflui a fini irrigui. Siamo felici di aver potuto mantenere un impegno con la comunità di Manduria e di continuare a dare un contributo serio alla risoluzione di un problema annoso che, oggi più che mai, va affrontato in maniera risolutiva e politica.

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