Abbandonati dallo Stato italiano

Venerdì 13 febbraio si scrive a Roma l'ultimo atto della storia delle aziende dell'indotto dello stabilimento Ilva di Taranto.

400 manifestanti tra imprenditori e dipendenti delle imprese che lavorano per l'indotto Ilva, manifesteranno in Piazza Montecitorio a Roma proprio mentre il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sarà impegnato con i relatori del Decreto salva Ilva, i responsabili della Cassa Depositi e Prestiti e del Ministero dello Sviluppo Economico nella discussione sugli emendamenti al decreto.

Lavoratori ed imprenditori traditi dallo Stato italiano che durante un anno di commissariamento dello stabilimento li ha illusi con la rassicurazione che tutte le attività svolte, in gran parte per il piano di risanamento ambientale dell'AIA, sarebbero state regolarmente pagate. Ed invece ecco lo scenario: Ilva divisa in due società, una Bad Company che risucchia in se pendenze giudiziarie e debiti, per un totale di circa 3 miliardi di euro di cui 1,5 di indebitamento verso le Banche, 1 miliardo verso i fornitori, tra cui i 150 milioni di euro verso le nostre imprese locali, e 500 milioni di contributi e tasse no versati allo Stato italiano. Dall'altra parte una New Company, ripulita da tutti i peccati commessi fino al 21 gennaio, data che rientra nell'applicazione del Decreto Marzano, pronta ad una gestione statale che nei prossimi 36 mesi darà lavoro ad aziende del nord, poiché le nostre saranno inevitabilmente fallite o non in regola poiché impossibilitate a  pagare i contributi.

I Sindacati, in un momento così delicato, non saranno a fianco dei manifestanti a Roma ed assisteranno alla svendita dello stabilimento alla cordata Marcegaglia ed indiana Mittal ed al fallimento a catena, in un disastroso effetto domino delle nostre imprese di Taranto e provincia.

Lavoratori, imprenditori, sindaci e la categoria dei camionisti, quest'ultima non più in grado di rifornirsi neanche di gasolio per i propri mezzi, venerdì a Roma chiederanno l'ultima risposta al Governo con emendamenti che modifichino il Decreto salva Ilva che, così com'è, non è in grado di salvare le imprese dell'indotto ed i lavoratori con le loro famiglie.

Ultima modifica ilGiovedì, 12 Febbraio 2015 00:07
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