Nuovi aumenti sulle tariffe idriche

Approvate dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico le nuove tariffe per l'acqua che, con un metodo omogeneo per tutta l'Italia, prevedono un aumento del + 3,9% nel 2014 e del +4,8% nel 2015.

Questi aumenti, secondo il presidente dell'Authority Energia e Gas, Dott. Guido Bortoni, porteranno ad una disponibilità di 4,5 miliardi di euro in quattro anni destinati ad il rinnovo degli impianti ed ad un miglioramento nei sistemi di depurazione delle acque reflue.
La notizia oltre a comportare disagi e malumori in tutti noi utenti, già gravati da aumenti e nuove tasse, nasconde una serie di incongruenze che, il Dott. Marco Bersani, membro del Forum italiano dei movimenti per l'acqua, chiarisce alla trasmissione radiofonica "Voci del Mattino" in onda il 26/11/2104 sui Radio 1. In primis negli ultimi 10 anni il costo dell'acqua, per noi utenti, è aumentato del 85%, ma si tratta non del costo della materia prima, che la natura ci regala da sempre, ma della gestione e distribuzione. E qui scatta la seconda incongruenza in quanto negli ultimi anni gli investimenti sono passati dai 2 miliardi di euro all'anno ad appena 700 milioni, casualmente in concomitanza al passaggio dalla gestione Municipalizzata, e quindi Statale, a quella delle SPA, dove l'unico fine è di produrre utile. Terza incongruenza è proprio legata al fatto che con un referendum del 2011 il 54% degli italiani aveva votato contro la privatizzazione del sistema idrico che invece procede nel verso contrario con la gestione che starebbe convergendo verso l'affidamento a A2a, Iren, Acea ed Hera, quattro grandi "Multiutility", termine di moda per indicare Società Private (S.p.A.). Il colpo di grazia, però, riguarda il fatto che fino ad oggi solo il 56% degli investimenti previsti è stato realizzato mentre il calcolo delle tariffe è stato effettuato sugli interventi previsti e non sui realizzatii. In altre parole il restante 44% lo abbiamo già pagato in bolletta ma questi lavori non sono stati mai effettuati ed adesso ci chiedono di pagare nuovi aumenti. Impianti vecchi, perdite idriche che in alcuni casi sfiorano il 50%, casi di aree servite da acque inquinate, sistemi di depurazione mancanti ho realizzati ma mai messi in funzione, ma non sarebbe il caso di controllare come vengono gestiti i soldi degli utenti. Se il metodo è lo stesso con cui viene gestita l'acqua allora siamo proprio in "cattive acque".

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