La Don Bosco risponde sulla questione "classi pollaio"

In riferimento alla protesta effettuata dai genitori degli alunni degli Istituti d'infanzia Collodi e Pellari, il giorno 17 Giugno, riguardante la soppressione di una sezione dell'Istituto Comprensivo "Don Bosco", il Consiglio di Istituto, tramite un comunicato stampa del giorno odierno, ha espresso il proprio disappunto e ha dichiarato che nessun allievo verrà ammassato in aule pollaio.

"Il consiglio di Istituto già convocato per il giorno 12/06/2014 intende esprimere il proprio disappunto per le modalità di protesta adottate dai genitori degli alunni dei plessi scuola dell'infanzia Collodi e Pellari, espresse senza aver condiviso una strategia comune con gli organi collegiali che già da tempo si stanno occupando della problematica emersa in seguito alla soppressione di una sezione della scuola dell'infanzia, disposta da parte dell'Ufficio Scolastico Territoriale XI della provincia di Taranto".

Prosegue spiegando che "la soppressione è stata determinata dal calcolo del numero totale degli iscritti nella scuola dell'infanzia dell'intero istituto e non nei singoli plessi. Il consiglio non solo intende precisare che la proposta di organico avanzata dall'istituzione scolastica, era volta ad assicurare la formazione di sezioni con numeri di alunni adeguati alle normative vigenti, come sua consuetudine consolidata da anni, ma anche che, in seguito alla riduzione di una sezione per il prossimo anno scolastico nella scuola d'infanzia Collodi, NON "verranno ammassati decine di allievi in aule pollaio" poichè l'Istituzione intende muoversi nel pieno rispetto della normativa vigente".

Conclude infine informando che "le iscrizioni degli alunni che dovessero risultare in esubero rispetto al numero consentito in uno o più plessi verranno ridistribuite in uno degli altri plessi dove vi è maggiore capienza".

Marialucia Magazzino

E' così difficile descrivere ciò che si sente quando si sente che si esiste veramente, e che l'anima è un'entità reale, che non so quali sono le parole umane con cui possa definirlo.

Fernando Pessoa

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