Manca liquidità! In evidenza


Gli istituti di credito hanno concesso quanto richiesto dalle imprese?
E’ questa la prima domanda che Confartigianato Imprese Taranto ha sottoposto, attraverso un piccolo sondaggio, ad un campione di 50 imprenditori di varie attività, per raccogliere alcune riflessioni sull’andamento del credito sulle piccole imprese nel nostro territorio.
Le difficoltà che le imprese incontrano nell’ottenere finanziamenti dalle banche non sono diminuite perché, secondo il campione, i criteri applicati dagli istituti di credito per l’approvazione dei prestiti si sono fatti più rigidi. Un irrigidimento che le imprese definiscono “notevole” e, solo raramente, “moderato”.
Da sottolineare, inoltre, che in questi ultimi mesi gli imprenditori tarantini hanno registrato anche un aumento del costo del credito tra il 7% e il 13%. A questo si aggiunge la richiesta, da parte delle banche, di maggiori garanzie (ipoteche, firma di garanti, fidejussioni): ottenere un finanziamento, quindi, è ancora più costoso e più difficile.
Negli ultimi tre mesi il 65% del campione ha richiesto finanziamenti e solo il 20% è riuscito a farne a meno. Il 70% degli imprenditori ha richiesto finanziamenti per l’esercizio anche per importi minimi: dai 10mila euro in su. Il finanziamento richiesto, di fronte alla crisi economica, interessa gli investimenti solo per il 10% del campione; l’85% delle aziende lo utilizza invece per la liquidità e il 5%, invece, si concentra su entrambi i bisogni.
Tuttavia, il 55% degli imprenditori si dice pessimista nel fatto che i criteri applicati dalle banche non muteranno nei prossimi mesi. Il 45%, però, tradisce tutta la preoccupazione nei confronti di ulteriori azioni restrittive.
E’ anche per questo, e a maggior ragione di fronte a tali dati, che Confartigianato Imprese Taranto ritiene sia sempre più importante mettere in collegamento fra loro impresa e banca per poter costruire un rapporto diretto basato sulla conoscenza reciproca e sulla trasparenza.
E le imprese si dicono d’accordo: alla domanda “quanto è importante il rapporto impresa-banca nell’ottenere credito?”, il 75% del campione afferma “moltissimo”, il 20% “molto” e solo il 5% ritiene non sia vincolante per la propria situazione imprenditoriale.
Questi dati meritano una seria riflessione da parte di tutti, istituzioni in primis. Il credito, che per le imprese è uno strumento di competitività e crescita, richiede un dialogo diretto e semplice tra imprese e banche. La reciproca conoscenza e fiducia può portare ad una trasparenza in grado di facilitare la concessione dei finanziamenti, in forme anche non usuali, a quelle aziende che producono ricchezza, beni e servizi per il territorio. Ma verrà anche il tempo in cui le banche si assumeranno parte dei rischi d’impresa, magari con venture capital in forma semplificata.
In una situazione normale l’impresa dovrebbe iniziare a considerare l’istituto di credito come un fornitore abituale, mentre la banca dovrebbe dedicare sempre più tempo alla conoscenza della singola impresa per poter personalizzare al massimo la sua offerta in relazione ai bisogni individuali dell’imprenditore.

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