Logo
Stampa questa pagina

LAVORO: STEFÀNO (SEL), "DDL PER LOTTA A CAPORALATO IN ATTESA DELLA COMMISSIONE D'INCHIESTA"

"La denuncia di Boeri purtroppo conferma la necessità di non perdere un giorno in più nella lotta al caporalato. Nell'attesa che il Senato si determini sulla istituzione della commissione d'inchiesta parlamentare, un disegno di legge può aiutarci ad aggredire lo schiavismo del terzo millennio". Lo scrive in una nota il senatore Dario Stefàno (Sel) per annunciare il ddl a sua firma per il contrasto al caporalato presentato in Senato, anche alla luce delle affermazioni preoccupanti del Presidente dell'Inps Tito Boeri sulla vasta illegalità particolarmente diffusa nel settore dell'agricolutura.

 

"La Commissione d'Inchiesta - spiega Stefàno - è il passaggio chiave per la lotta al caporalato, quale strumento di studio e indagine sulle dinamiche perverse utilizzate dai caporali per sfruttare i lavoratori. In attesa dell'ok del Senato, però, abbiamo bisogno di accelerare per dare sostegno all'emersione del lavoro irregolare".

"I decessi della scorsa estate – continua Stefàno - fotografano la complessità del fenomeno: da una parte le tante lavoratrici italiane che continuano a lavorare nei campi "sotto caporale", in condizioni sempre più precarie, come testimoniato dal triste sacrificio della signora Paola deceduta d'infarto nelle campagne di Andria. Dall'altra, il ritorno nei campi di chi, a causa della crisi, ha perso il proprio lavoro, con modalità e condizioni che imbarazzerebbero qualsiasi Paese che voglia definirsi civile. A tali lavoratori, infatti, viene imposto di aprire la partita Iva e di accettare contratti part-time, che in realtà sono tempi pieni mascherati. Inoltre, nel mutato contesto geopolitico i Paesi del Mediterraneo hanno assunto un'impropria funzione di ammortizzatore sociale per coloro che scappano dai conflitti che infiammano le loro patrie, in cambio di qualsiasi forma di occupazione anche pericolosa e sottopagata".

"Tale scenario impone al Parlamento di adeguare il quadro normativo che, nonostante l'introduzione del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (articolo 603 bis del codice penale). non si è rivelato capace di arginare un fenomeno che si estende oltre i tradizionali settori produttivi, agricoltura ed edilizia, su cui fino ad oggi è proliferato, né di contrastare la nuova minaccia rappresentata da forme evolute di dumping sociale".

"Penso all'utilità dunque di una riforma di sistema – prosegue Stefàno – che preveda ad esempio strumenti quali gli "indici di congruità", cioè parametri che definiscono il rapporto tra la quantità del prodotto, indice dei relativi prezzi e la quantità necessaria delle ore lavorate, quale condizione per godere delle agevolazioni comunitarie, nazionali e regionali e quale strumento per indirizzare i controlli, al di fuori di ogni logica di casualità o di arbitrarietà".

"L'incontro tra domanda ed offerta di lavoro non può svolgersi nelle piazze o nei crocevia di strada controllate dai caporali, ma in spazi pubblici ed istituzionali all'uopo preposti attraverso l'istituzione di luoghi e piattaforme di coordinamento istituzionale che gestiscano il collocamento al lavoro".

"Per sconfiggere il caporalato – conclude - oltre a misure che puniscano chi si rende complice dello sfruttamento illecito della manodopera, occorre un sistema premiale per le imprese innovative, sane, che intendono operare nel pieno rispetto delle regole, sottoscrivendo un rinnovato modello contrattuale che, al fine di costruire un nuovo equilibrio tra impresa e lavoro, sostenga la crescita ed il lavoro, che garantisca diritti e tutele sindacali".

Carmelo Antonazzo

Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.

Email: [email protected]

Progetto realizzato da Cinetyk. Tutti i diritti riservati.