Vertenza Teleperformance: alle 16.30 la manifestazione. Partenza dall'Arsenale a Taranto

 

Oggi, sabato 10 Dicembre alle ore 16.30, le Organizzazioni Sindacali di Categoria e le Confederazioni di CGIL, CISL, UIL ed UGL hanno indetto una marcia per la difesa del lavoro e del contratto dei lavoratori di Teleperformance. La partenza è prevista negli immediati pressi dell'Arsenale, a Taranto.
A darne notizia sono le stesse organizzazioni sindacali, con una nota congiunta a firma delle segreterie di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL ed UGL TLC.
Quella di Teleperformance è una vertenza molto sentita anche a Grottaglie, dal momento che nello stabilimento jonico sono impiegati circa 300 operatori della città delle ceramiche.
Allo scadere della fase sindacale, prevista dopo l'apertura della procedura di mobilità dello scorso 14 Ottobre, si è consumata una rottura del tavolo di trattativa, dato che l' unica proposta aziendale, per uscire dalla crisi, è stata, oltre alla chiusura della sede romana, la riduzione a 4 h del part time per gli operatori.
"Una misura - fanno sapere i sindacati - che riteniamo inaccettabile nel metodo e nel merito. Nel metodo, in quanto l'AD ha ritenuto di incontrare preventivamente i lavoratori avanzando le sue proposte e non ritenendo opportuno condividerle con il sindacato; nel merito, in quanto la riduzione oraria non risolve il problema legato al costo del lavoro che la stessa azienda denuncia come causa principale della crisi.
Una crisi che, ormai, si protrae da anni e che l'azienda non ha fatto altro che scaricare sulle spalle dei lavoratori, traendo, anche in questa fase, il massimo profitto. Non possiamo dimenticare, difatti, che questa stessa azienda, mentre dichiara gli esuberi, ha una massiccia quantità di lavoro “buono”(quello inbound, per intenderci) in Albania o che utilizza migliaia di lavoratori a progetto per svolgere lavoro outbound.
Ed ora, dopo un anno di solidarietà e 6 mesi di cassa integrazione, continua, questa volta in modo definitivo, a chiedere ulteriori sacrifici ai lavoratori.
Ecco perchè il 10 Dicembre, allora, scendiamo in piazza: per difendere quelle condizioni che hanno permesso la nascita di oltre 700 bambini, per consentire ai tanti giovani e tante donne che sono lì di uscire dal guado dell' incertezza e della disperazione, per tutelare il contratto che vuol dire doveri ma anche diritti. Proprio quei diritti che oggi, troppo spesso e facilmente, vengono calpestati in nome della delocalizzazione o della crisi internazionale.
Per tutte queste ragioni, il 10 Dicembre, manifestiamo e daremo il massimo sostegno all' iniziativa dei lavoratori: per tutelare la loro e la nostra dignità."
Redazione

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