Casartigiani Taranto: Crisi autotrasporto, porto e grandi committenti

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera del Segretario Provinciale Casartigiani Taranto, Stefano Castronuovo, inviata ai Parlamentari della Provincia di Taranto, all'Assessorato Sviluppo Economico della Regione Puglia, al Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno e al Prefetto del capoluogo ionico Dott. Umberto Guidato.

 

Con la presente, quali portavoce delle imprese di Autotrasporto della Provincia di Taranto che rappresentiamo a livello locale e nazionale, vogliamo porgere alla Vostra illustre attenzione la grave situazione in cui versa il settore di riferimento nella provincia ionica. A ciò si aggiungono, inoltre, il non rispetto dei costi minimi previsti dall' art. 83 bis, commi 1 e 2, L. 133/2008, i ritardati pagamenti da parte grandi committenti, fra questi l'Ilva che non retribuisce i fornitori dal mese di dicembre, e, infine, come apprendiamo dai giornali, la paventata ipotesi di trasferimento della Autorità portuale tarantina sotto il controllo di un'unica Autority Regionale prevista nel capoluogo barese.La nostra città, per importanza di posizione all'interno del Mar Mediterraneo fin da tempi antichi, non merita, ancora una volta, di arrivare seconda rispetto al capoluogo pugliese. Ci hanno privato di tutti gli strumenti utili allo sviluppo del nostro territorio: Università, Aeroporto, Salute, solo per citare alcuni esempi. Adesso rischiamo di veder sparire anche l'ultima speranza occupazionale: l'autorità portuale, la cui attività a Taranto coinvolge gran parte delle circa 1030 imprese di autotrasporto, pari ad una forza lavoro che si aggira intorno ai3000 occupati del solo settore della logistica, senza contare tutti gli altri ad esso collegati.

La nostra preoccupazione, infatti, è ampia e si concentra su tutti gli ambiti produttivi, partendo dall'autotrasporto fino ad arrivare, all'edilizia passando per l'ambito dei servizi, quell'alimentare ecc.

Crediamo che lo sviluppo del porto e della retroportualità possano costituire una valida alternativa , oltre un ampio bacino di posti di lavoro, per la nostra provincia.

Con la proposta del trasferimento dell'autority si vogliono perseverare gli errori del passato, pertanto il nostro è un no deciso e motivato, atto alla difesa del nostro lavoro e al mantenimento della dignità del capoluogo ionico.

Con un Univoco ente di gestione a livello regionale, molteplici sarebbero i problemi da affrontare un domani, legati a quello che sarebbe un vero e proprio monopolio in una logica amministrativa di permessi, di possibile mancanza di imparzialità, di tempistica di trasporto e stoccaggio e cosi via, a scapito delle aziende locali.

Alla luce di quanto nelle righe precedenti evidenziato chiediamo alle Istituzioni in indirizzo, con particolare riferimento al Sindaco di Taranto, un Incontro urgente e di portare i nostri pensieri e le nostre perplessità all'interno della per Taranto e all'interno della Commissione sviluppo auspicando che alla stessa possano partecipare anche tutti gli attori coinvolti al fine di stabilire insieme attività e azioni di difesa del lavoro sul territorio.

Carmelo Antonazzo

Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.

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